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Alfredo Celeste
L’ex sindaco Alfredo Celeste sinora, nonostante l’assoluzione del febbraio 2017, divenuta definitiva nell’ottobre scorso in quanto “il fatto non sussiste”, è rimasto in silenzio. Ma le due recenti sentenze sull’area festa che hanno confermato che l’azione della sua amministrazione era stata più che corretta l’hanno indotto quasi obtorto collo a intervenire per ristabilire la verità. E in questa nota che ricevo e pubblico ripercorre la storia dell’area feste per fare appunto chiarezza e denunciare l’uso strumentale e inconfessabile sulla natura delle vertenze intentate, che allo stato stanno costando al Comune circa 350.000 euro.
La sceneggiata orchestra dai commissari prima e poi dalla attuale giunta di far apparire un disastro una delle più importanti opere pubbliche della giunta Celeste è miseramente fallita. Infatti le recenti sentenze e dell’ambito “A” e “C” (spazio giovani, ristorante, sala bar- incontro e sistemazione area a verde esterna con laghetto) e dell’ambito “B” (campi per attività ludico sportive con una tensostruttura per ospitare manifestazione varie al coperto), mai pubblicate sul sito comunale dai nostri “coraggiosi” amministratori “pentastellati”, hanno confermato che:
– I collaudi effettuati sotto l’amministrazione Celeste erano perfettamente validi e promuovere l’azione legale contro di essi è stato irresponsabile e sciagurato. 
– L’area feste era completamente agibile e solo una diabolica insistenza la voleva vedere degradata e, quindi, inutilizzabile. Lo spettacolo vergognoso della costosa e inutile recinzione ne è una prova evidente. Neanche i commissari avevano osato tanto. 
– Sono stati spesi per questa follia della contestazione a ogni costo, oltre 420.000 e con altre spese legali in corso, a fronte di una transazione offerta dal perito del tribunale di Milano di euro 226,491 che avrebbe risolto tutto sugli ambiti A e B sopra descritti. In aggiunta, per non farci mancare nulla, sono stati spesi altri 159,444.71 euro per recuperarne solo circa 50.000 per la parte dell’ambito B di cui sopra. 
– Impedirne coscientemente l’utilizzo pubblico ha comportato un degrado che, unita alla mancata manutenzione, comporterà un ulteriore gravosa spesa, sempre a carico delle casse comunali, per la vuotezza delle quali vi è un continuo lamento dei nostri super amministratori. 
– I cittadini sedrianesi, proprietari di questa rilevante opera pubblica, sono stati privati di un loro legittimo diritto al godimento del bene, sconcertati ovviamente dal disgustoso estetismo della struttura abbandonata a se stessa, prigioniera dell’ambrosia e di una recinzione assurda. 
E’ sorprendente che, nonostante l’evidenza e le carte dei giudici, l’amministrazione corrente tenti ancora di mistificare la realtà e, addirittura, con notevole faccia tosta, voglia ricorrere ancora nei tribunali contro le attuali sentenze con il destino segnato dall’ulteriore perdite di consistenti denari dei contribuenti sedrianesi. 
La necessità di mettere in cattiva luce l’operato dell’amministrazione precedente, che è stata ingiustamente estromessa dal governo legittimo del paese da vicende che si sono rivelate, visti i fatti accertati, una bolla di sapone e soprattutto false, era ed è una vergogna per chi dichiara onestà e trasparenza. 
 Questi soldi buttati via in maniera sciagurata, e di cui i responsabili (commissari e giunta Cipriani risponderanno presso la Corte dei Conti) potevano essere impiegati ancor più per delle migliorie di quell’area (in particolare per il previsto spazio giovani) che avrebbe ancor più reso vivibile e partecipato il nostro paese. La giunta in carica, adesso, faccia un gesto di umiltà apprezzabile: la smetta di indicare responsabilità del passato omettendo le proprie ben visibili, e si prodighi invece per difendere il comune dalle solite note stonate sullo scioglimento, come si è visto inesistente, e cessi di usarle invece per la propria propaganda, dichiarandosi improponibili salvatori della patria. 
Basta sperpero di denaro pubblico che può essere investito, per esempio, nella manutenzione del verde e della cultura e della segnaletica stradale, così oggi bisognosi di interventi urgenti. Mettano “on line” a disposizione dei cittadini, visto il continuo uso e la padronanza dei “social”, le sentenze recenti, e altri documenti utili per quei tanti cittadini che, ingiustamente, sono stati confusi e orientati a giudizi superficiali e che, oggi, vogliono comprenderne la reale situazione. 
Accampare scuse per non provvedere in merito è istituzionalmente puerile.  
Riportino l’area feste alla sua bellezza originaria e al suo pieno utilizzo: amministrare un ente pubblico, significa anche non denigrare l’attività positiva effettuata da altra parte politica se questa è stata indirizzata solo al bene comune e, sicuramente, questo verrà apprezzato e otterrà consenso che può portare a una riconferma nella carica elettiva, ma senza prodursi in inganni e menzogne.

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