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Cos’è rimasto della “rivoluzione grillina”? A chiederselo è Sinistra di Sedriano. La risposta è sconsolante e senza appello. “A distanza di due anni -osserva SdS– è rimasta poca cosa; per esseri sprezzanti, soprattutto macerie. Quell’amalgama politica così eterogenea si è sgretolata alle prime prove di durezza, di resistenza”. Non solo. “Il numero di assessori e consiglieri -continua SdS– su cui contare si è parecchio assottigliata e ridotta. Una cura dimagrante dovuta all’insorgere di divergenze sul come amministrare; su cosa e come fare. Può capitare, anche se dovrebbe fare riflettere”. Ma come mai? “Può anche accadere -chiosa SdS– che riemerga quello spirito corporativo, così pernicioso, di una classe politica dichiarata ufficialmente morta, ma che invece si è semplicemente trasformata, chiamandosi in modo diverso e nuovo.
Riaffiorano così vecchi linguaggi, più consoni e familiari, cui assistiamo un po’ sconcertati, della serie: ‘a nome di chi parli, non rappresenti nessuno’, rivolto al portavoce di FI, oppure ‘sono cittadini come gli altri anche se si credono superiori’ , rivolto a noi di SdS e via di questo passo”. Non solo. “Comportamenti e linguaggi più affini al sindaco, alla sua estrazione politica, alla sua cultura, alla sua intolleranza. Tuttavia (e nonostante) gli vogliamo dedicare milioni di like, quelli di tutti i 1.592 grillini che gli hanno dato fiducia e che incondizionatamente approvano il suo  operato per i 763 giorni di governicchio. Vogliamo però ricordare al sindaco e non solo, che un po’ di umiltà e di autocritica, dovrebbe costituire una dote imprescindibile del proprio ego, e di ricordarsi che lui è solo un cittadino, come gli altri, per quanto ‘primus inter pares’. Ma SdS rileva che il “sindaco Ciprianiapparentemente dinamico, dalla faccia pulita, dal linguaggio semplice ed accattivante (anche se non proprio un facondo oratore) ha allestito una squadra, senza esperienza e quasi priva di precedenti. Salvo poi scoprire -puntualizza SdS– che quasi tutti i candidati gravitavano in un area più o meno conservatrice o meglio di destra. Nulla di male in questo, ma bene sarebbe stato se questi precedenti e questi orientamenti fossero stati resi noti prima e non dopo, in nome di quella invocata trasparenza, perché questo spiegherebbe il crescente scivolamento verso l’oligarchico centralismo amministrativo a cui assistiamo e, ancor più, quella manifesta e incomprimibile insofferenza verso tutto ciò che è contro, per quanto sia motivato, documentato, ragionato”.

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