Ma qual è la verità sull’area feste? Quella raccontata dalla commissione prefettizia e ripresa dalla stampa o quella rappresentata dall’ex amministrazione comunale? O un’altra ancora? Intanto della vicenda è stato interessato il Tribunale di Milano. L’ex sindaco Alfredo Celeste in questa nota che ricevo e pubblico puntualizza alcuni aspetti della questione.
a) Il terzo lotto dedicato alla sistemazione delle aree verdi per un importo di 300.000 è stato collaudato dall’architetto Massetti, incaricato dalla giunta Celeste. L’esito è stato negativo ed è stato dichiarato tale durante la gestione della giunta di cui sopra e non durante la gestione commissariale.
b) Per la ragione di cui sopra, sempre l’amministrazione Celeste e non la gestione commissariale, aveva incaricato l’avvocato Borghesan di procedere civilmente nei confronti della direzione e progettazione lavori per adempiere a quanto riscontrato dal collaudo. Per questi motivi non abbiamo pagato il saldo lavori e le residue spettanze dell’ingegnere Munari. La causa civile è aperta presso il Tribunale di Milano, presidente dottor Borrelli.
c) L’ accertamento del sottosuolo è stato richiesto dalla giunta Celeste, e non dai commissari, in quanto rilievo segnalato dall’architetto Massetti già dal settembre 2013. Il mancato intervento successivo da parte dei commissari subentranti è lamentato dallo stesso professionista che, a metà anno rilascia un’intervista a un settimanale locale, in cui dichiara che sin dal gennaio del 2014 era stata presentata la documentazione richiesta dai nuovi gerenti del Comune, ma non ha ancora ricevuto risposta.
d ) Non vi sono dichiarazioni scritte del comandante della polizia locale che dichiari non esservi certificazione tecnica di agibilità. Il sindaco autorizzava gli eventi quale ufficiale di P.S. con l’allegata dichiarazione di agibilità dei locali da parte dell’allora capo dell’ufficio tecnico architetto Minei.
e ) Sul sito del Comune è pubblicato con bella enfasi ”la vera storia dell’area feste” edito dai commissari. All’interno di questo comunicato vi è un dichiarazione dell’architetto Minei, responsabile dell’area tecnica, che conferma il perfetto stato dei locali al momento del suo congedo dal Comune di Sedriano. Ergo il degrado della struttura decorre dalla gestione del trio prefettizio, per noncuranza e suo mancato uso. Spero che intervenga la Corte dei Conti per stabilire, finalmente, le vere responsabilità.