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Monica Gibillini
Mai come stavolta il percorso per l’approvazione del bilancio 2019  è stato segnato da polemiche e critiche. A lamentarsi del modus operandi dell’amministrazione comunale è la consigliera comunale Monica Gibillini della lista civica Bareggio 2013. «Martedì 18 dicembre, soltanto dopo la mia segnalazione al segretario comunale -commenta Gibillini– sul mancato coinvolgimento di consulte cittadine e associazioni nel percorso di approvazione del bilancio 2019, seppur previsto dallo statuto comunale, nel pomeriggio è scaturito l’invito del sindaco per un incontro il giorno successivo (19 dicembre), alle 12. Una modalità goffa, discutibile e tardiva per riparare ad una grave dimenticanza! Un altro “scivolone” della giunta Colombo, dopo quello sulle luminarie! Il dialogo e l’ascolto sono tra le parole che il sindaco Colombo ha pronunciato nel suo discorso d’insediamento, ma che per il primo bilancio della nuova legislatura sono rimaste, purtroppo, solo sulla carta.

Il mancato confronto con cittadini e associazioni su un provvedimento importante con cui si decidono le tasse e le tariffe a carico dei bareggesi, nonché come le spese da sostenere nel 2019 con le conseguenti entrate, per un totale di oltre 13 milioni di euro è piuttosto grave! Fin dalla commissione comunale sul bilancio del 26 novembre scorso -prosegue Gibillini– ho chiesto quando si sarebbe svolto il confronto pubblico, obbligatorio per statuto, e l’assessore alle politiche finanziarie, Nico Beltramello, aveva assicurato che si stavano coordinando con il segretario comunale per fare un’informazione più puntuale del solito manifesto. Più nulla però si è saputo e nulla risulta nella documentazione che giovedì 13 dicembre ho ricevuto come consigliere comunale e oggetto di votazione nella seduta del consiglio del 20 dicembre. C’è da sperare -chiosa Gibillini– che la dimenticanza della maggioranza (Lega, Forza Italia) sulla partecipazione sia solo una distrazione, perché viene il dubbio che il confronto sia considerato una seccatura da parte della maggioranza stessa, considerate le diverse richieste di ritiro che mi sono sentita rivolgere, insieme al resto della minoranza, sulle proposte che presento in consiglio comunale. Non bisogna considerare le proposte della minoranza come una seccatura, in particolare da parte della nostra lista civica che è sempre stata molto collaborativa. Un paio di esempi concreti e recenti: le luminarie installate senza i soldi a bilancio, su cui avrei potuto bloccare l’approvazione della variazione di bilancio di fine novembre inviando preventivamente la segnalazione ai revisori del conto e la mancata partecipazione sul bilancio su cui avrei potuto tardare la segnalazione e chiedere il rinvio dello stesso. Un po’ di mea culpa signor sindaco -conclude Gibillini– non guasterebbe e se proprio non vuole farlo (perché forse le responsabilità non sono tutte sue) sarebbe utile che per il futuro chiedesse alla sua maggioranza un atteggiamento più disponibile con i cittadini e l’opposizione».

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