Latest News

Posts 3 Column Slider

Latest News
Non va bene neppure una all’amministrazione Cipriani. Infatti è uscita ancora una volta soccombente nella vertenza per l’area feste, che doveva essere nelle sue inconfessabili intenzioni la pietra tombale da calare sull’ex sindaco Alfredo Celeste e la sua giunta. Invece la vicenda per una sorta di contrappasso dantesco ha finito per ritorcersi contro l’attuale amministrazione comunale che dando seguito al temerario contenzioso, promosso dai commissari straordinari, dal momento che il collaudo delle opere era già avvenuto regolarmente. Certo è che la Corte d’Appello di Milano – Quarta sezione civile ha respinto l’istanza avanzata dall’amministrazione Cipriani per sospendere gli effetti della sentenza nei confronti della ditta Coruzzi Costruzioni Srl e dell’architetto Angelo Munari. Il Tribunale ha rigettato l’ipotesi del Comune, secondo cui la sentenza “vedrebbe lesa la propria reputazione e la propria immagine, venendo altresì additato come soggetto inerte, che non cura le opere di sua proprietà e/o gli interessi dei cittadini”.

Secondo la Corte le obiezioni del Comune servono ad “adombrare il timore di effetti negativi espressi in termini macroscopicamnete generici e matagiuridici”. E quindi non tali da accogliere l’istanza, anche perché la sentenza, a giudizio della Corte, non appare “affetta da vizi manifesti” da inibire la sua esecutività. Un’altra mazzata per l’amministrazione Cipriani che sperava di fermare gli effetti della sentenza. Insomma la sentenza conserva la sua efficacia e se il pronunciamento definitivo dovesse essere sfavorevole al Comune si dovrà far carico anche degli interessi nel frattempo maturati e naturalmente gli importi stabiliti in sentenza. “E’ singolare che la giunta Cipriani -dichiara l’ex sindaco Alfredo Celeste– affermi  solo ora di essere ‘un  soggetto che non cura le opere pubbliche di sua proprietà e gli interessi  dei cittadini’ come  affermato  nell’istanza di sospensione respinta  dal Tribunale d’appello di Milano. Per questo, da tempo sostengo, insieme a moltissimi altri, che l’azione della chiusura dell’area  e  il persistere nella causa legale, che mai avrebbe dovuto avere inizio,  farà dissipare molte risorse/denari che potrebbero essere  utilizzati per molti importanti problemi  del paese che sono evidenti agli occhi di tutti : strade dissestate, manutenzione verde , tasse in aumento, rifiuti  dominanti il paese, cultura zero, etc. La sentenza contestata da Cipriani e compagnia,  scrivono i giudici dell’appello  “ non appare affetta  da vizi manifesti” e ciò fa presupporre  non una felice conclusione giudiziaria  per l’ amministrazione comunale. Tra circa un anno, nel novembre 2019, avremo la sentenza definitiva  e, grazie al nostro buon Cipriani e le sue irresponsabili decisioni, forse pagheremo  gli oltre 550.00 euro previsti , aumentati del tasso di interesse all’8 %  annuo. E intanto testardamente e, senza una ragione valida  se non una messinscena politica pietosa, l’area feste dei cittadini rimane chiusa a favore di erbacce e  desolazione”.

Lascia un commento