Ricevo e pubblico questa nota del circolo cittadino del Partito democratico sulla presa di posizione di Lega e 5 Stelle sul presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Dopo le irresponsabili minacce rivolte al presidente della Repubblica nelle ultime ore da parte di leader politici della destra e dei 5 Stelle, molti cittadini chiedono una mobilitazione per difendere le istituzioni democratiche. Nei prossimi giorni comunicheremo le date delle iniziative della nostra zona per richiamare tutti all’importanza di difendere le regole della nostra Repubblica democratica, minacciata dai toni aggressivi, irrispettosi ed eversivi di Salvini e Di Maio. La nostra Costituzione vuole che sia il presidente della Repubblica a nominare i ministri, che gli vengono proposti dal presidente del consiglio.
Mattarella può quindi avere l’ultima parola sui nomi proposti perché è lui il garante per il Paese, la figura istituzionale che si assume la responsabilità delle scelte dei leader politici davanti agli italiani. Mattarella ha rifiutato la nomina a ministro dell’Economia di Paolo Savona perché questi è il teorico di un piano per l’uscita dell’Italia dall’euro «da farsi rapidamente e in segreto»: una scelta potenzialmente devastante per l’economia italiana e in particolare per i risparmi di milioni di famiglie da sempre garantiti dall’art. 47 della Costituzione che sancisce «la Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme». Uscita dall’euro del tutto assente dai temi della recente campagna elettorale di Lega e M5S. Peraltro non è la prima volta che un capo di stato respinge la proposta di nomina di un ministro e che debba essere indicato un altro nome. Sandro Pertini, disse no a Cossiga su Darida alla Difesa (1979), Scalfaro disse no a Berlusconi su Previti alla Giustizia (1994), Ciampi disse no sempre a Berlusconi su Maroni alla giustizia (2001), Napolitano disse no a Renzi su Gratteri (2014). Per la prima volta dal dopoguerra assistiamo ad attacchi gravissimi verso le istituzioni democratiche di questo paese alimentati da fake news e dalla cassa di risonanza dei social dove si possono facilmente trovare commenti ripugnanti e persino vergognose minacce di morte verso il presidente Mattarella. Il Partito Democratico e la rete dei circoli saranno attenti e presenti sui territori vigilando sulla democrazia e la costituzione. Serve un segnale forte e chiaro: mobilitiamoci e facciamo sentire la nostra voce. Vi segnaliamo quindi la manifestazione apartitica di venerdì 1° giugno dalle 18 alle 22 in Piazza della Scala a Milano “Contro chiunque offenda le istituzioni o annunci azioni contro il presidente Mattarella”.
