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Ivana Marcioni
Ma è ragionevole accendere un mutuo di 470.000 euro per il riscatto degli impianti e dell’illuminazione pubblica? In municipio hanno deciso di farlo, ma l’opposizione contesta la scelta. Infatti il gruppo ViviAmo Vittuone, trovando del tutto ingiustificabile l’opzione, ha proposto una soluzione alternativa per centrare l’obiettivo senza indebitare ulteriormente il Comune. Ma come? Semplicemente aderendo alla procedura di “finanza di progetto” come previsto dalla legge e agevolato dalla Regione Lombardia. Del resto il Comune di Cornaredo ha già sperimentato con successo la procedura. “A nostro parere -obietta Ivana Marcioni (ViviAmo Vittuone)- semmai il mutuo sarebbe più utile per finanziare dei progetti latenti ormai da tempo e in particolare per installare sul territorio impianti di videosorveglianza in modo da rendere più sicura la vita dei vittuonesi, sistemare il parco Villa Venini ormai da troppo tempo abbandonato per far sì che sia finalmente fruibile dalla popolazione, riqualificare il manto stradale di molte vie ormai molto compromesso e bisognoso di urgente rifacimento”.

Non è tutto. “Un amministratore pubblico attento e accorto -continua Marcioni– deve saper cogliere tutte le opportunità che si presentano e che vengono offerte dalle varie agevolazioni per poter realizzare progetti ed interventi a costi minimi che non vadano ad incidere sul bilancio pubblico e che peserebbe inevitabilmente nel portafoglio dei cittadini. ‎E’ bene ricordare che, come diceva Margaret Thatcher: ‘Il denaro pubblico non esiste; non esiste che il denaro dei contribuenti’. Certo è più facile e semplice -chiosa Marcioni– accendere un mutuo che darsi da fare per attivare procedure innovative per ottenere il finanziamento per realizzare i vari progetti, ma essere ‘mente pensante’ forse non è così semplice per i nostri amministratori”.

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