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Per la prima volta in Italia, in Lombardia e in ogni dove verrà eseguita una nuova ed originale “Ave ò Maria” all’organo a canne “Aletti 1870 Restaurato” per celebrare il primo anniversario della sua “nuova vita” dopo più di 50 anni di “velato silenzio”. Il canto in “lingua madre lombardo-ambrosiana” da mezzosoprano andrà in scena nella messa solenne di venerdì 8 dicembre, alle 11,30, nella chiesa parrocchiale santi Giacomo e Filippo. Officerà la messa monsignor Fabio Turba, parroco della comunità. Il progetto, di ordine artistico-religioso, si deve al felice incontro fra Gianfranco Brusasca (poeta, scrittore e saggista) e Franca Cozzi (fattiva operatrice della Comunità pastorale dei santi apostoli). Da qui è scaturita la volontà di ideare un nuovo, originale e inedito testo letterario-poetico in lingua madre lombardo-ambrosiana per opera del poeta.  Il tutto si è generato dall’ascolto di “Ave Marie” esistenti parafrasate dal testo strofico classico ancorché rielaborate in termini poetico-lirici, quindi musicate e, poi, cantate liricamente nelle chiese, ma anche nei teatri, di tutto il mondo.

In particolare, la sfida è nata con l’ascolto della bellissima “Ave Maria” in limba sarda. “Le idee – come disse Sant’Agostino – sono pensieri di Dio”. Un testo culturale-religioso nonché poetico-lirico divenuto musicale per opera di Daniele Gambini, pianista, compositore e musicologo, eseguito dal maestro d’organo concertista Andrea Ogliari e cantato dal mezzosoprano Caterina Tartaglione. Si tratta, anche, di una speciale versione musicale inedita ed originale dell'”Ave ò Maria” cantata, ora, per la prima volta (nunc primum) in lingua madre lombardo-ambrosiana concepita e realizzata, ex novo, nel nome del “primo anniversario del restauro dell’organo a canne “Aletti 1870”. 
La composizione lirica, scritta e poi musicata, ha preso il nome definitivo di “Canzone da concerto per organo e mezzosoprano” e la sua esecuzione prima venerdì 8 dicembre, alle 11,30, in chiesa parrocchiale rappresenta, indubbiamente, la prima assoluta e storica del genere in Italia, Regione Lombardia e in ogni dove i cui documenti cartacei e la registrazione audio-video verranno custoditi, per sempre, nell’archivio della parrocchia santi Giacomo e Filippo in Cornaredo.  
E’ universalmente noto -spiega Brusasca– che l’Ave Maria, intesa come preghiera di antica tradizione cristiana-cattolica, ha sempre suscitato nel cuore della gente sensi di profonda commozione misti a devota e grande fede nella madre di Gesù, Maria, emblema sublime familiare della Madonna. La Madonna, madre di Gesù, figura femminile quale simbolo eccelso del cuore consolatore delle Donne, ancorché protettrice della famiglia umana, ha sempre ispirato composizioni letterarie varie parafrasate per opera di poeti di diversa estrazione linguistica, ma anche composizioni musicali nel divenire dei secoli fino ai giorni nostri. Proprio questa varietà -continua Brusasca– di ispirazioni artistiche e manifestazioni fideistiche, aventi come soggetto l’immagine materna della Madonna, Madre di Gesù, ha sempre suscitato sensi di appartenenza ad un luogo caro del cuore, quello dei sentimenti. Un cuore orientato alla visione universale del divenire del mondo, ma anche e soprattutto a quella interpretazione capace di ricondurci al ‘focolare’, quello più popolare, immediato e schietto, correlato all’espressione del luogo in cui si vive e si parla la lingua madre dei nostri padri (ossimoro). Così è nata “Ave ò Maria” poetizzata, musicata e cantata, seguendo il “sentiero dell’anima antica e fedele del nostro linguaggio madre lombardo-ambrosiano. La composizione musicale di ‘Ave ò Maria’ si caratterizza, poi, come una struttura strofica semivariata la cui lirica del canto segue l’andamento lirico delle parole dei versi impreziosendole di piccole ornamentazioni melodiche”. Il carattere popolare del testo poetico -dichiara inoltre Daniele Gambinimusicologo, pianista e compositore del testo originale musicale di ‘Ave ò Maria’ per organo e mezzosoprano– si afferma all’organo con una serie di figure musicali che incitano al movimento ed allo stesso tempo conducono ad un ascolto contemplativo e sereno per riportare il nostro cuore nel cuore della madre di Gesù. E’ così che, ancora una volta, la fede cristiana, la poesia, la musica, la maestria dell’esecuzione organistica e del canto lirico si sono incontrati nel nome di Maria”

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