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E’ tutto pronto per festeggiare con la nuova e originale “Ave ò Maria” il ritorno a “nuova vita” dell’organo a canne “Aletti 1870”, dopo più di 50 anni di “velato silenzio”. Il canto in “lingua madre lombardo-ambrosiana” da mezzosoprano sarà intonato domani (venerdì 8), alle 11,30, nella messa solenne che si terrà in chiesa parrocchiale. Officerà la messa monsignor Fabio Turba, parroco della comunità.  Ma a chi si deve l’originale testo? A Gianfranco Brusasca (poeta, scrittore e saggista) e a Franca Cozzi (solerte operatrice della Comunità pastorale dei santi apostoli). Lo stesso Brusasca racconta com’è nata l’idea. “Circa sette mesi fa, verso aprile-maggio di quest’anno, 2017, non so come, ma forse per aver ascoltato l’Ave Maria in ‘limba sarda’, mi è venuta l’idea, condivisa con una carissima amica, Franca Cozzi. Infatti in modo istintivo e prorompente ci siamo fatti la domanda: e noi chi siamo?’.
 Credendo – come ebbe a scrivere Sant’Agostino – ‘che le idee sono pensieri di Dio’ in poco tempo, ‘catturato’ da quest’idea, ho elaborato un testo in versi poetici-lirici scritto integralmente  in lingua madre lombardo-ambrosiana” al quale ho dato il titolo di “Ave ò Maria” dove la “ò” (in lingua madre lombardo-ambrosiana) ha il chiaro significato del vocativo “a Te”. Il testo letterario-poetico-lirico di “cinque strofe diversamente variate” viene, poi, variato e ricomposto dall’autore nella lingua nostra italiana e con Daniele Gambini, pianista, musicologo, e compositore, si è dato vita a un tema musicale inserito in un brano per organo e canto lirico dove la musica organistica (maestro d’organo, Andrea Ogliari) ed il canto lirico (mezzosoprano Caterina Tartaglione) si alternano in forme solistiche e melodiose, ora prevalendo il canto lirico  tal altra quello organistico. A questo carme letterario dal tono sacro-solenne e dal carattere rituale e propiziatorio, di ordine poetico-lirico, musicato per organo e cantato liricamente, è stato dato il titolo di “Canzone da concerto per organo e mezzo soprano lirico” (New!) Così è nata, quasi per magiaex novo, qualcosa che mancava nell’universo letterario-poetico, musicale organistico e lirico (anche pianistico-lirico) correlato al nostro linguaggio lombardo-ambrosiano. Ma la cosa più sorprendente è che monsignor Fabio Turba, parroco esimio della Comunità, ha aderito con entusiasmo al progetto e ha voluto fortissimamente inserirlo nella celebrazione del primo anniversario del restauro dell’organo a canne “Aletti 1870”.

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