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Le polemiche innescate dalla decisione dell’amministrazione comunale di far pagare l’accesso alla casa dell’acqua non si sono ancora spente. Franco Biffi, cittadino vittuonese ed ex consigliere comunale a Bareggio, in questa nota esprime la disapprovazione del provvedimento.  
Gli amministratori di Vittuone ci hanno fatto dono di un’altra decisione impopolare. Dopo quella sui rifiuti, dove agli onesti sono state accollate le morosità dei disonesti, ora i cittadini dovranno sborsare cinque centesimi al litro per servirsi alla casa dell’acqua. Chissà cosa penseranno i loro sostenitori, che per anni sono scesi in piazza con banchetti, petizioni, volantini, slogan e altro nel vedere che i loro eletti hanno dimenticano i buoni ideali ambientalistici. Non interessa più la riduzione del consumo di plastica ed il minor inquinamento dovuto al calo dei trasporti della stessa. Facile giustificarsi con i costi di gestione ed i bilanci da far quadrare o raccontando la favola del consumo di pochi pagato da tanti.

Anche le morosità e le tanto sbandierate scelte sociali, a volte criticabili, sono pagate da tutti. E poi non sono poche le persone che si recano ogni giorno in via Cavour con le loro bottiglie vuote. Tanti arrivano in bicicletta o a piedi e molti di loro sono pensionati. Anziani che escono dalle loro case per fare un giro e per conversare con qualcuno. I benefici portati da questo servizio alla collettività rientrano a pieno titolo nella categoria scopi sociali. Per quanto riguarda lo spreco come mai prima si invitava il cittadino a riempire sei bottiglie come limite massimo ed ora si consente allo stesso di inserire fino a due euro per un prelievo corrispondente di quaranta litri. Personalmente non sono contrario a pagare questa quota per i fini esposti ma prima di imporre il nuovo balzello forse sarebbe stato meglio indire una assemblea pubblica per trovare soluzioni condivisibili.  Sicuramente i vittuonesi avrebbero  deciso di mettere il lettore di scheda per ridurre gli sprechi e per non pagare l’acqua ai non residenti. E se i soldi per installarlo non ci sono, si potrebbe  cercare uno o più sponsor come è stato fatto per le borse di studio oppure comperarlo con i primi soldi incassati e girare i successivi al finanziamento delle iniziative sociali. Viene da chiedersi, in conclusione, quante famiglie in difficoltà verranno aiutate con le monete che  entreranno nella gettoniera, sperando che le stesse non finiscano nelle tasche di qualche vandalo.

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