Ricevo e pubblico questa nota di Franco Biffi, ex consigliere comunale a Bareggio e oggi cittadino vittuonese, sull’incredibile stato di degrado e abbandono della targa che ricorda il sacrificio della partigiana Elisa Restelli. Ancora una volta a Vittuone è passata sotto silenzio una data importante: il 29 novembre. Per molti questa data non significa nulla, ma se la riportiamo nel 1944 scopriamo che quel giorno veniva uccisa la partigiana vittuonese Elisa Restelli di soli 23 anni. Con essa trovò la morte anche il suo compagno e collaboratore Giampiero Pozzi e due giorni prima, il 27 morì Pietro Ghidoli.
Avrei voluto già scrivere da tempo di questi tristi eventi dopo aver visto il degrado e lo stato di abbandono presso i luoghi a loro dedicati. Sulla nuova targa che ricorda Elisa Restelli da oltre un anno è appoggiato un ramo secco che forse una volta doveva essere un fiore. Fa tristezza vedere il prato incolto, nel periodo estivo, ricoprire le targhe del cippo presso gli Alberi della Memoria. Certo il prato poi viene tagliato ma per giorni permane comunque la sensazione di abbandono. Viene da chiedersi come mai certe persone si presentano solamente il 25 aprile per fare il loro comizio ma non trovano il tempo per ricordare i martiri vittuonesi in altre occasioni come l’anniversario della loro vile esecuzione. Penso non sia giusto proporsi ai cittadini solo nelle feste comandate. Il 29 novembre potrebbe essere l’occasione per incontrare eventuali parenti o conoscenti dei giovani uccisi, un momento di riflessione e partecipazione condivisa magari recitando insieme una preghiera e intonando “Bella Ciao”.
Avrei voluto già scrivere da tempo di questi tristi eventi dopo aver visto il degrado e lo stato di abbandono presso i luoghi a loro dedicati. Sulla nuova targa che ricorda Elisa Restelli da oltre un anno è appoggiato un ramo secco che forse una volta doveva essere un fiore. Fa tristezza vedere il prato incolto, nel periodo estivo, ricoprire le targhe del cippo presso gli Alberi della Memoria. Certo il prato poi viene tagliato ma per giorni permane comunque la sensazione di abbandono. Viene da chiedersi come mai certe persone si presentano solamente il 25 aprile per fare il loro comizio ma non trovano il tempo per ricordare i martiri vittuonesi in altre occasioni come l’anniversario della loro vile esecuzione. Penso non sia giusto proporsi ai cittadini solo nelle feste comandate. Il 29 novembre potrebbe essere l’occasione per incontrare eventuali parenti o conoscenti dei giovani uccisi, un momento di riflessione e partecipazione condivisa magari recitando insieme una preghiera e intonando “Bella Ciao”.
