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Ricevo e pubblico questa nota del consigliere comunale e segretario del Pd cittadino Ivan Andrucci. 
L’esercizio finanziario 2013 è stato in gran parte caratterizzato dal fatto di essere stato prodotto dalle scelte puramente tecniche apportate dalla gestione in capo all’ex commissario prefettizio. Di conseguenza le valutazioni di efficacia e i risultati conseguiti in termini finanziari, economico-patrimoniali, oltre che programmatici non dipendono esclusivamente dall’amministrazione Lonati che però ha ereditato le conseguenze di tali progettualità, cercando di gestirle nel migliore dei modi dopo il nostro insediamento. Non poche sono state le difficoltà da superare, quasi tutte derivanti dall’incerto quadro politico nazionale che ha visto definire aspetti fondamentali della vita degli enti locali solamente durante il mese di dicembre, a fine anno.

Situazione del tutto atipica che ha condizionato l’azione amministrativa  in particolare per quanto concerne l’incertezza delle risorse disponibili la cui conoscenza è invece indispensabile  per  una buona programmazione:   basti pensare ai corposi tagli ai trasferimenti statali comunicati nel mese di settembre, a bilancio già ormai approvato per quanto riguarda il nostro ente, o ai continui cambi di direzione in ordine al pagamento dell’IMU sulle abitazioni principali e conseguente controversia tra Stato ed enti locali circa la compensazione o meno del minor gettito, ed ancora le vicissitudini legate all’introduzione della TARES, e via dicendo.  La progressiva  inadeguatezza delle risorse disponibili per far fronte alle sempre crescenti emergenze sociali, il non poter dare adeguate risposte ai vari problemi che quotidianamente vengono rappresentati dalle famiglie, dai giovani, dagli indigenti e dalla fasce di povertà in genere, ha provocato e posto l’amministrazione comunale in uno stato di notevole disagio e di profondo sconforto. Dato che la possibilità di manovra nel campo delle entrate non è stata molto ampia, è diventato fondamentale per il nostro ente, utilizzare al meglio la propria capacità di spesa per mantenere, sia ad inizio esercizio che durante l’intera gestione, un costante equilibrio di bilancio. 
Reputo come segretario che tale situazione, non deve però essere considerata come alibi, bensì da sprone per moltiplicare gli sforzi, alla ricerca di soluzioni possibili, fossero anche contingenti, purché non si perdano mai di vista le azioni di governo di lungo respiro, ma soprattutto verso una sempre più convinta razionalizzazione della spesa tesa all’eliminazione di eventuali sprechi intesi come risorse impegnate e successivamente non spese. Detto questo, per rendere di più facile lettura i numerosi dati di bilancio tra le varie documentazioni di questo rendiconto, è interessante costruire una “batteria” d’indici di struttura che, proponendo un confronto tra dati contabili ed extracontabili, che certificano un’adeguata condotta contabile. Il risultato dell’esercizio 2013 presenta un avanzo di € 1.050.183, leggermente minore agli avanzi del 2011 e del 2012, tale cifra divisa per il numero di abitanti (17.536 unità) produce un avanzo pro-capite per abitante di circa € 60 quando la media nazionale è di € 114. La spesa corrente per abitante è pari a 640 €, su una media nazionale di 894 €, e nel nord ovest di 912 €. Nonostante la spesa corrente sia al di sotto di quella nazionale, si rileva che  i servizi essenziali non hanno subito una flessione, così come si sono contenute le tariffe dei servizi a domanda individuale, fatta eccezione per alcuni aggiornamenti Istat. Questi contenimenti potrebbero facilmente essere attribuibili al fatto che l’indice di pressione fiscale è stato leggermente maggiore  rispetto alla media nazionale. Ma essendo tale valore considerato come il rapporto tra le entrate del titolo primo e il numero di abitanti, e considerando che nel titolo primo, per legge è stato istituito e inserito come tributo speciale anche il fondo di solidarietà comunale, di circa 1,391 milioni di euro, si può facilmente dedurre che la pressione di tale tendenza fiscale sia stata fortemente condizionato da questo fatto. 
D’altro canto se si calcolerebbe questo indice senza la considerazione in precedenza citata, la pressione fiscale scenderebbe da 469 € per abitante, a circa 385 €, che sarebbe in linea con la media regionale.  
E ancora, la velocità di riscossione delle entrate in conto capitale pari al 100% , quando la media nazionale e del 48% e la velocità di pagamento delle stesse è del 57% quando la media nazionale è di circa del 13%. L’evasione tributaria ci ha permesso di recuperare importanti risorse da dedicare alle azioni di contenimento della spesa, infatti, rispetto al rendiconto 2012, a fine esercizio 2013 abbiamo recuperato quasi 90 mila € , che assieme alla riduzione o eliminazione di stanziamenti di spese ritenute non indispensabili, ha consentito anche di mantenere e in alcuni casi incrementare le risorse da destinare a minori, anziani e disabili nonché a contributi per assistenza economica per le famiglie in difficoltà. 
Malgrado tutto, la perseveranza nell’aver voluto cercare di mantenere questi servizi, ha fatto pagare lo scotto di vedere in diminuzione il trend di copertura delle entrate 2013 rispetto ai costi relative ai servizi a domanda individuale, passando dal 30,57% per il 2012, al 28,21% sul 2013.Il Partito Democratico esprime un parere positivo riguardo alla gestione economico finanziaria della gestione 2013, anche consapevole del fatto, e su questo saremo politicamente molto attenti e solerti con l’amministrazione Lonati, che avendo aderito alla sperimentazione di un nuovo principio di competenza finanziaria, si favorirà la modulazione dei debiti secondo gli effettivi fabbisogni e si avrà modo di rafforzare la programmazione di bilancio, in particolare per quanto riguarda  le nuove regole di rilevazione degli impegni,  che saranno sicuramente  un aiuto importante nel raggiungimento del suddetto obiettivo.
Il primo tavolo di prova sarà sicuramente l’attività di riaccertamento straordinario dei residui attivi e passivi. Durante tale verifica, da compiersi obbligatoriamente per ciascun singolo accertamento e impegno, ogni responsabile di servizio avrà il dovere di effettuare una seria ed approfondita analisi, valutando  per ognuno le ragioni dell’effettivo mantenimento o eliminazione o re-imputazione all’anno successivo.

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