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Lavori di pubblica utilità in municipio per chi è stato condannato per guida in stato di ebbrezza. La convenzione che Comune e Ministero della Giustizia – tramite il Tribunale di Milano – hanno sottoscritto offre questa importante opportunità. La convenzione è frutto dell’incontro, andato in scena giovedì 4 luglio al Palazzo di Giustizia di Milano, fra il sindaco Fabrizio Bagini e il presidente del Tribunale Livia Pomodoro. E così l’accordo e permette lo svolgimento di “lavoro di pubblica utilità” così come previsto dagli articoli 186 e 187 del codice della strada. 

Tali articoli prevedono che la pena detentiva e pecuniaria per la guida in stato di ebbrezza possa essere sostituita con un lavoro di pubblica utilità, ovvero un’attività non retribuita a favore della collettività da svolgersi nei Comuni convenzionati. L’amministrazione comunale ha dato la disponibilità ad accogliere fino a un massimo di 3 condannati alla pena del lavoro di pubblica utilità. L’attività che il condannato svolge in favore della collettività riguarda le seguenti prestazioni: 
– assistenza agli anziani 
 – trasporto socio assistenziale
 – cura del verde e decoro urbano 
– aiuto nelle manifestazioni ricreative in supporto alla protezione civile – polizia locale 
Una possibilità, secondo la dottoressa Livia Pomodoro, che va incentivata e diffusa in quanto porta un’immediata utilità alla collettività, dimostra come il responsabile del reato venga effettivamente punito ma in modo utile e vantaggioso per la società, ed infine è conveniente per lo stesso condannato che a fronte della trasgressione commessa può sviluppare un’attività risocializzante e utile anche sotto il profilo personale, ottenendo un trattamento di particolare favore (estinzione del reato, dimezzamento del periodo di sospensione della patente, revoca della confisca del veicolo). 
Il sindaco Fabrizio Bagini ha sottolineato che la convenzione nei Paesi anglosassoni è molto diffusa non solo per il reato di guida in stato di ebbrezza, ma anche per numerosi altri reati minori, è un segno di civiltà e di progresso che l’amministrazione comunale vittuonese ha voluto far propria.

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