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La vicenda dell’abuso edilizio, presunto o tale, in cui risulta coinvolto il consigliere comunale Gianni Curioni (Lista civica) approda prossimamente in aula consiliare. Sì, perché il consigliere Rino Rusciano ha presentato un’interrogazione al sindaco Alfredo Celeste per chiedere se sussistano le condizioni che Curioni continui a mantenere la funzione pubblica che allo stato esercita essendo stato acclarato l’abuso edilizio. Rusciano con l’interrogazione ha chiesto “se costituisce caso legittimante per l’obbligo di cessazione della funzione di consigliere comunale, il fatto che vi sia un contenzioso giuridico tra il consigliere stesso e l’amministrazione comunale”.

Ma soprattutto “se costituisce motivo di cessazione l’accusa dell’amministrazione comunale a un consigliere di avere questo, posto in essere un’azione ai danni della pubblica amministrazione”. Da qui l’espressa richiesta “se il consigliere Giovanni Curioni si trovi nella situazione sopra richiamata essendo stato denunciato dall’amministrazione comunale per il reato di opere edilizie in totale difformità commessa, quale progettista/direttore dei lavori nel territorio comunale”. 
Una brutta tegola per Curioni, che adesso si ritrova in piena bufera  in un pubblico dibattito per un reato, presunto o tale, e per la sua professione non è certo il massimo della pubblicità. Non solo. Non ha neppure il paracadute d’emergenza per l’immediato, in quanto il ricorso al Tar della proprietà coinvolta nell’abuso, di cui Curioni era il progettista, non annovera la richiesta di sospensiva.  
Il rischio di decadere da consigliere comunale, dopo un’ultratrentennale carriera trascorsa fra i banchi consiliari, non è un dettaglio trascurabiole, visto anche che il Comune l’ha denunciato alla Procura della Repubblica di Milano e segnalato all’Ordine professionale.

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