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Ma un assessore con delega ai lavori pubblici può nel contempo firmare progetti da realizzare in paese? Secondo il Partito democratico no, perché c’è un conflitto d’interesse grande come un macigno. Ma per il sindaco Linda Colombo, che ha risposto stringatamente all’interrogazione, non c’è alcuna incompatibilità né tantomeno anomalie. Anzi la nomina dell’assessore Raffaella Gambadoro – è lei al centro della contesa – è rispettosa del TUEL e dello statuto comunale. Ma è così? Non proprio se si dà retta allo statuto, poiché, come puntualizza il Pd, “all’art. 18 stabilisce che i componenti della giunta competenti in materia urbanistica, edilizia e lavori pubblici devono astenersi dall’esercitare attività professionale in materia di edilizia privata e pubblica nel territorio da loro amministrato”. E come prova che Gambadoro abbia violato lo statuto esibisce la SCIA, rilasciata in luglio dal Comune, riguardante la manutenzione straordinaria di un edificio, il cui progetto è stato firmato dall’assessore in qualità di architetto e successivo alla sua nomina. Siccome non è rimasto soddisfatto dalla risposta ha rimesso la faccenda al Prefetto e all’Ordine degli architetti. “Le regole – afferma l’ex sindaco dem Giancarlo Lonati – sono regole per tutti, ma se si infrangono alla fine diventa molto complicato gestire il Comune. Un professionista operante sul territorio doveva avere altre deleghe, altroché”. Gli fa eco la consigliera Tina Ciceri (Pd) ribadendo che “si è di fronte a problema etico che viene bypassato con una superficialità e menefreghismo da paura. Non è questo il modo di governare la comunità, che merita rispetto e non leggerezza e disinteresse”. Infine i consiglieri Lorenzo Zanzottera e MatBraga denunciano che “Gambadoro firmando il progetto ha disvelato la sua clamorosa incompatibilità, ma il sindaco a dispetto dell’evidenza dice che non rileva anomalie”.

N.B. Il nome del proprietario dell’immobile e la ditta esecutrice dei lavori non c’entrano niente con la questione trattata nell’articolo. Ci scusiamo con gli interessati per il malinteso.

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