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La realizzazione dell’impianto di lavaggio nella piattaforma comunale di via Copernico 6 è finita sul tavolo della Procura regionale della Corte dei conti della Lombardia. 
Infatti l’amministrazione comunale, a seguito all’interpellanza della consigliera comunale Maria Vono (Pd) e dell’attivazione del controllo analogo dell’ente in cui è emerso che nelle procedure d’appalto seguite dalla società Acsa Spa, gestore unico del servizio d’igiene, non sono state applicate puntualmente le disposizioni normative in materia, si è premurata di coinvolgere la Corte dei conti. 

L’Acsa nel corso del 2012 per ottimizzare i costi di gestione e la logistica ha provveduto a realizzare l’opera per il lavaggio dei mezzi utilizzati per la raccolta dei rifiuti sul territorio comunale. Ma dalla ricostruzione della vicenda è saltato fuori che l’osservanza alle norme di leggi è stata incompleta così come la congruità dei prezzi contrattuali dell’appalto in rapporto ai valori dei borsini della Camera di commercio. Tuttavia sono anche emerse delle ragioni giustificative delle incongruenze. 
Il Comune, nonostante che in questa prima fase non risulterebbe arrecato un danno grave ed evidente all’Acsa, ha ritenuto opportuno segnalare la situazione alla Corte dei conti per gli eventuali provvedimenti di sua competenza. Non è tutto. L’amministrazione comunale, anche per evitare speculazioni, non ha confermato il CdA dell’Acsa. Adesso si aspetta che la Corte dei conti si pronunci, ma se non ci fosse stata l’interpellanza la questione sarebbe rimasta riservata.

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