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La vicenda del danno erariale imputato dalla Corte dei Conti all’amministrazione Cipriani nei confronti del Comune di Sedriano, che all’epoca dei fatti amministrava, riguarda l’area feste, è approdata il 30 settembre in consiglio comunale. Magari sarebbe stato meglio trattarla in un punto specifico che in una variazione di bilancio, ma tant’è. Comunque anche in questa modalità si è saputo nei particolari che la Corte dei Conti ha condannato gli ex amministratori pentastellati a pagare 68.000 euro a seguito della riduzione del 25% dell’importo complessivo di 218.384,70 euro, perché  hanno danneggiato l’ente non aderendo alla proposta conciliativa avanzata del CTU vantaggiosa nel corso del giudizio instaurato dal Comune contro l’impresa Coruzzi Costruzioni Srl, il collaudatore Angelo Claudio Massetti e il direttore dei lavori Angelo Munari.

Ma a rafforzare il convincimento della Corte dei Conti per condannare gli ex amministratori è stata la loro pervicacia a far causa, pur sconsigliati dal legale, finendo per soccombere sia in primo grado che in appello.

Il consigliere Mattia Galeazzi (M5S), espressione del colore politico dell’ex giunta Cipriani, più che concentrarsi sui motivi dell’intervento della Corte dei Conti ha divagato su aspetti collaterali nell’intento, forse, di sfumare responsabilità e colpe degli ex amministratori. Massimiliana Marazzini invece ha trovato surreale rivangare questioni che sono state passate al vaglio della giustizia, che non ha trovato nessuna colpa né all’allora sindaco né agli assessori.

Alfredo Celeste ha in primis evidenziato che la Corte dei Conti ha accertato che “evidente danno erariale derivante dalla ingiustificata ed irragionevole mancata adesione alla proposta conciliativa avanzata dal CTU, che avrebbe potuto determinare rilevanti risparmi di spesa per le casse comunali”. E ancora la “scelta della giunta comunale di non aderire alla proposta conciliativa del CTU non risulta rispettare i criteri di economicità, razionalità, congruità e prudente apprezzamento”.

Celeste ha sottolineato che la vertenza era stata avviata, nonostante che il legale del Comune avesse prospettato un esito sfavorevole all’ente, il quale nella figura degli amministratori ha pure respinto la conciliazione “con inescusabile negligenza e manifesta trascuratezza”. La pervicace volontà di dimostrare che l’area feste era una costruzione irregolare è prevalsa e ha spinto prima in commissari e poi gli ex amministratori ad andare avanti a testa bassa. Risultato?

Sconfitta in Tribunale e ora sanzione della Corte dei Conti, che ha imputato all’ex giunta Cipriani un operare “in palese contrasto con i principi di razionalità, congruità e prudenza ai quali deve ispirarsi l’azione amministrativa”. Celeste in conclusione ha detto che fra i sanzionati mancano i commissari e che il responsabile numero uno, cioè l’ex sindaco Cipriani, se l’è cavata con una cifra inferiore agli assessori.

Gli ex amministratori hanno già versato all’ente la quota spettante. Da qui, appunto, la variazione di bilancio.

Aggiornato.

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