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Non si sblocca la trattativa sulla Rsa “Il gelso”, nonostante la mediazione dell’Asl. Il tutto per via del mancato e definitivo accordo fra le società Csa Srl, firmataria della convenzione, e Av Vittuone, subentrata con contratto d’affitto d’azienda, per il diritto di concessione. Sul buon fine dell’operazione non hanno aiutato l’Ici e la Tarsu non pagate al Comune da Csa Srl e il fallimento di un socio della stessa società e di un altro posto in liquidazione amministrativa coatta. Tuttavia  per poter chiudere  l’operazione era necessario trovare l’intesa con l’amministrazione comunale, previo il mantenimento delle agevolazioni economiche contenute nella convenzione per i cittadini vittuonesi. Ma le richieste formulate da Av Vittuone per sottoscrivere l’accordo non sono state ritenute dall’amministrazione Bagini accettabili. Da qui il coinvolgimento dell’Asl per ricercare una via d’uscita. L’Asl ha finito per confermare le ‘irregolarità’ denunciate dal Comune, ovvero un aumento unilaterale delle rette quando in convenzione era obbligatorio che fosse concordato con l’amministrazione comunale, nonché l’esclusione dalla retta il lavaggio della biancheria con la conseguenza di costringere le famiglie a portare a casa la biancheria da lavare. Non solo. Il legale dell’Asl ha pure sollevato dubbi sulla facoltà di Av Vittuone di condurre trattative essendo Csa Srl, l’unica concessionaria abilitata a svolgerle per effetto della convenzione sottoscritta con il Comune. Insomma Av Vittuone non avrebbe avuto titolo per  accordarsi con l’allora amministrazione Tenti per il riscatto anticipato del diritto di superficie del terreno in cui è stata costruita la Rsa mediante un versamento di 2,2 milioni alle casse municipali. Insomma altre complicazioni in uno scenario abbastanza criticoo. In municipio però non si sono persi d’animo e si sono risolti di inviare una lettera di diffida ad Av Vittuone per l’aumento delle tariffe in modo unilaterale, di sollecitare l’Asl ad accertare la corretta applicazione delle tatiffe e di chiedere altresì un parere della Corte dei Conti sui risvolti finanziari dell’operazione e specificatamente sui 2,2 milioni. L’amministrazione comunale è ora in attesa di una risposta di Av Vittuone per comporre la controversia, ma è anche pronta, in caso di di rifiuti o dilazioni, a giocare la carta dell’ingiunzione con conseguenze a cascata. Sì, perchè intimando  a Csa Srl il pagamemento dell’Ici arretrata (500.000 euro) provocherebbe con tutta probabilità il suo fallimento e a seguire scatterebbero la decadenza della convenzione con l’inevitabile pubblicazione di un nuovo bando e l’affidamento della gestione provvisoria di Av Vittuone sino all’individuazione di un nuovo gestore.   Ma il gioco vale la candela?




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