La crisi che attanaglia il sistema produttivo si sta ripercuotendo drammaticamente sul sistema sociale. Il risultato è un diffuso stato di povertà fra le fasce più deboli che si ritrovano prive di reddito e sostentamento. Un dramma sociale a cui gli interventi ordinari non sembrano più adeguati per fronteggiare e mitigare la nuova povertà. Vittuone, purtroppo, non è immune. Da un’analisi del territorio è emerso che il numero di famiglie che non riesce più a soddisfare i bisogni primari è in forte crescita. L’elevato costo della vita, la precarizzazione del mercato del lavoro e l’indebolimento delle reti di prossimità (vicinato, parenti, amici) fanno sì che nuclei familiari crescenti precipitino in situazioni di vulnerabilità.
Da qui l’esigenza di ripensare i servizi locali per affrontare con successo le nuove povertà. Una sfida non facile, ma indispensabile.
L’amministrazione comunale, consapevole della gravità della situazione, non è rimasta a guardare. Infatti ha sottoscritto un accordo con il Banco alimentare San Benedetto, che da anni opera sul territorio, per agevolare la raccolta di eccedenze alimentari e la distribuzione di pasti alle famiglie bisognose. Un atto di sensibilità che è culminato nell’assegnazione all’associazione di alcuni locali in comodato d’uso, situati al piano terra nella residenza per anziani “Il gelso” di via Milano 51, per poter svolgere al meglio l’attività solidaristica. I locali infatti permettono all’associazione di stoccare e conservare i generi alimentari e di provvedere successivamente alla distribuzione dei pacchi alimentari a persone e famiglie indigenti del territorio. Il Banco alimentare s’è impegnato di ritirate derrate non utilizzate da aziende produttrici e dalla grande distribuzione perfettamente idonee al consumo umano, nonché a conservare e custodire i prodotti in pieno rispetto alle norme igieniche e sanitarie in attese di essere distribuiti. Un intervento solidale per alleviare il disagio delle famiglie in difficoltà economica e per contrastare con efficacia la povertà e l’esclusione sociale.
