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I costi della politica, ovvero la sfida del Movimento 5 Stelle cittadino per fare il pieno dei voti a maggio con le elezioni comunali. 
Sì, il M5S che ha fatto le sue fortune sulla trasparenza e sui costi della politica, lancia a Bareggio la sua sfida ai partiti tradizionali con la proposta di condividere i suoi “conti” con i cittadini. Infatti sul suo sito ha inserito una sezione “I costi della politica” con il rendiconto delle spese e la promessa di aggiornarlo con cadenza mensile. Una scelta che conferma anche a livello locale la ferma determinazione di occuparsi per la comunità senza attendersi alcun tornaconto. 
Insomma il M5S come ogni brava madre o padre di famiglia s’è ripromesso di tenere un “libraccio” con le spese da un lato e le entrate dall’altro, che sono il frutto dell’autotassazione degli attivisti. Un lodevole messaggio volto a moralizzare la vita pubblica. Certo in città non si ha sentore di costi sospetti della politica, ma aldilà del risvolto pratico l’iniziativa, cadendo in campagna elettorale, è  un prezioso incentivo a svolgerla sobriamente e senza spese esagerate. 
Non basterà probabilmente per governare bene e meglio, ma è quello che la gente in questo momento si aspetta dalla politica. Poi verrà quel che verrà… 
Tuttavia immaginare che dalla sera al mattino si chiudano i rubinetti dei finanziamenti pubblici ai partiti è più una mozione dei buoni sentimenti e del cuore per appagare la “pancia” dell’elettorato che realistica. La via d’uscita sarebbe quella di programmare una progressiva riduzione dei finanziamenti sino all’azzeramento nell’arco della legislatura. Un periodo limitato e congruo per alleggerire i partiti dalle proprie strutture burocratiche e pensare a diverse forme di finanziamento. 
L’eliminazione dei finanziamenti pubblici resta in ogni caso la condizione sine qua non per riconnettere i cittadini alla politica e rigenerare quella fiducia che è venuta meno. 
Da qui quell’atteso nuovo inizio nuovo, che non è un bisticcio di parole, ma slancio capace di accendere la passione per il bene comune e ripartire uniti con idee e progetti che siano sentiti e condivisi da tutti per ricostruire dalle fondamenta l’Italia. Ci vuole davvero un gran lavoro per smaltire le macerie in siti sicuri  e incominciare seriamente la riedificazione, che da troppo tempo aspetta. 

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