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Ricevo e pubblico questo comunicato stampa del presidente di Legambiente Bareggio Pierluigi Pizzetti.
L’Unione degli Stati europei ha designato il 2013 “Anno europeo dell’aria”.
Per l’Italia, considerate le pesanti realtà di un gran numero di città, potrebbe essere un’ulteriore occasione da non perdere per avviare progetti e programmi che portino al concreto miglioramento di precarie situazioni ambientali e della qualità dell’aria che respiriamo. Tuttora viviamo ancora una pesante crisi economica senza intravederne l’uscita.
Un nuovo modo di pensare il futuro e dare soluzione ai tanti problemi ambientali che affliggono l’intera nazione è certamente la vera opportunità per creare il lavoro che oggi continua a mancare.
Per troppo tempo si è speculato invece di creare una solida rete economica in grado di garantire un sicuro e solido futuro per tutti.
Sono state trascurate le pesanti ripercussioni ambientali di ciò che era inteso come sviluppo.

Uno sviluppo che purtroppo si è dimostrato non sostenibile ed il prezzo che ora come collettività stiamo pagando è veramente pesante. I casi che quotidianamente occupano l’informazione ne sono la dimostrazione. La gravissima situazione causata a Taranto dall’acciaieria è l’esempio clamoroso. Noi non conosciamo la qualità dell’aria che respiriamo.
Sappiamo che la Pianura Padana per quest’aspetto e una delle zone più inquinate d’Europa e che per la vicina città di Milano è lo stesso o ancor peggio.
È tra le prime dieci città italiane con la più scarsa qualità dell’aria.
Non conosciamo la qualità dell’aria che respiriamo perché chi ha amministrato la nostra comunità dall’aprile 2008 al novembre 2012 ha sempre trascurato questo problema.
Anziché far collocare una centralina di rilievo della qualità dell’aria a San Martino lungo la Statale 11, nei pressi del semaforo di via Piave hanno preferito far porre un cartellone elettronico per pubblicizzare le proprie insignificanti iniziative.
Al bene comune e ai necessari e seri controlli nell’interesse della salute dei cittadini hanno anteposto la propaganda della propria immagine.
Nemmeno chi li ha preceduti ha voluto e saputo affrontare con serietà questo problema e ad Enrico Montani, ora candidato sindaco, hanno addirittura tolto la delega di assessore estromettendolo dall’amministrazione comunale di allora perché si prodigava e con forza chiedeva concreti interventi.
Montani chiedeva con forza costanti controlli della qualità dell’aria e una definitiva soluzione per il grave problema Statale 11: la realizzazione della variante che da decenni tutti attendiamo.
L’intera comunità allora ha accolto con stupore ed incredulità quella decisione generata da quelle assurde logiche di partito che troppe volte hanno fatto il male dell’interesse pubblico.
Lo scorso 17 febbraio ha avuto inizio la campagna “Mal’Aria” di Legambiente di denuncia dell’inquinamento atmosferico, contro lo smog, le pericolose polveri sottili ed il traffico che ci affligge con gli scarichi dei mezzi ed il rumore.
“Mal’Aria” è la campagna che circa dieci anni fa, con le lenzuola appese dai balconi e dalle finestre di San Martino, ha portato il problema “variante Statale 11” ai più alti livelli di attenzione ottenendo l’intervento dell’allora Prefetto di Milano che obbligò Regione Lombardia, Provincia di Milano e Comuni limitrofi ad intervenire ad un tavolo per dare soluzione definitiva al problema Statale 11.
I lavori della variante avrebbero dovuto avere inizio anni fa come è stato promesso anche pubblicamente durante un consiglio comunale aperto dall’allora assessore provinciale ed oggi a San Martino avremmo dovuto avere una diversa situazione. Una situazione vivibile per chi abita lungo la Statale 11.
Purtroppo i partiti che si sono avvicendati alla guida di Regione Lombardia e della Provincia di Milano non hanno voluto dare soluzione a questo grave problema che tuttora affligge la comunità di San Martino.
Il problema del traffico, dell’inquinamento e del rumore resta più che mai aperto ed attuale, ancora grave e ancora da risolvere.

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