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Spopola il neosindaco “Lucio” Lonati (Pd). Sì, in queste prime settimane nel nuovo ruolo di primo cittadino è diventato molto popolare, soprattutto, perchè al contrario dei suoi predecessori che sin dal primo giorno di sindacatura si erano barricati in municipio, lui va in giro per il paese, cerca il contatto con i cittadini, si preoccupa delle loro esigenze. 
La gente lo ferma, gli indica questo o quell’altro problema che non è stato mai risolto prima, gli chiede di intervenire, di essere presente nella vita della comunità e così via. Lui, forse sorpreso per tanta attenzione, stringe mani, ascolta, prende nota e promette il suo intervento. 
Insomma per Lonati è iniziata una nuova vita e con un carico di responsabilità non proprio trascurabile. Un patrimonio di fiducia che non può permettersi di disperdere e che è soprattutto un viatico per far da subito bene.

Intanto con la sua giunta sta passando in rassegna la situazione per prendere anzitutto consapevolezza dei problemi rimasti irrisolti e impostare il nuovo corso amministrativo. Un lavoro faticoso, ma necessario per orientare la barra e realizzare il programma. Comunque ha già deciso di ripristinare il servizio bus per ricollegare San Martino con il capoluogo nel giorno del mercato. Poi sta vedendo come fare per rimediare ai posti tagliati all’asilo nido dal commissario prefettizio, ma anche capire come mai per il servizio mensa, pur esternalizzato, v’è un’esposizione di 160.000 euro. 

Tuttavia i nodi da sciogliere sono tanti. In primis dare una nuova organizzazione ai servizi sociali che così come sono strutturati appaiono molto onerosi e  con risposte non proprio efficaci. Per esempio vengono spesi circa 500.000 euro per far fronte ad affidi e inserimenti di minori nelle comunità. Una cifra importante che magari organizzando diversamente il servizio e razionalizzando l’operato del personale (una decina di figure fra assistenti sociali e amministrativi) potrebbe essere spesa meglio o addirittura realizzando significativi risparmi. 
Il ricovero di anziani nelle case di cura costa alle casse comunali 200.000 euro e anche appare indispensabile prendere in mano la questione, soprattutto in relazione alla convenzione con Villa Arcadia. Resta, però, aperto il capitolo della riorganizzazione della macchina comunale senza la quale, come l’esperienza dimostra, ogni sforzo per migliorare le cose è destinato a fallire.

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