Un’amministrazione pubblica, oltre che garantire la libertà di scelta verso strutture paritarie e/o private, ha il dovere di tutelare, e in questo caso promuovere, la funzione che svolgono anche e soprattutto le strutture pubbliche, a partire dagli asili e dalle scuole.
E’ questione di uguaglianza sociale, per dar modo anche a chi ha meno possibilità di scegliere, di avere a disposizione un servizio che si chiama ben appunto pubblico.
Lo sforzo da compiere é invertire la tendenza secondo la quale, se non ci sono soldi, allora tagliamo le classi perché tanto ci sono quelle private che costano zero euro al Comune.
Naturalmente ci vuole sempre il buon senso: se non ci sono alunni non si spenderanno migliaia di euro per niente, ma solamente dando la possibilità concreta ai cittadini di avere a disposizione una classe dei piccoli, si può pensare di promuoverla, al fine di incentivare le iscrizioni e far si che essa venga sempre più utilizzata anche attraverso un nuovo sforzo organizzativo per mantenerne il trend.
La gente non sa cosa vuole sino a quando non vede cosa le offri.
Non ci si può fermare sul fatto che se ora ci sono 6 bambini allora non la apriremo più, ma piuttosto bisogna creare le condizioni per farsi trovare pronti (burocraticamente, e con la predisposizione di stanziamenti di bilancio) di modo che non appena si ottenga il giusto rapporto tra costo pubblico e funzione svolta, potremo avere nuovamente una classe dell’asilo e sarà una soddisfazione per tutti.