Gli edifici scolastici non sono cadenti, ma nel piano triennale delle opere pubbliche si prevede di riqualificarli per garantire la massima funzionalità. Certo ci vogliono risorse allo scopo, ma anche idee per reperirle. E il Movimento 5 Stelle, che non manca di intraprendenza e proposte, si è fatto avanti presentando una mozione per impegnare sindaco e giunta a inoltrare entro il 28 novembre richiesta di accesso ai fondi destinati all’edilizia scolastica da Regione Lombardia e a rendicontare successivamente in consiglio comunale in merito all’accoglimento dell’istanza e alla destinazione d’uso degli stanziamenti eventualmente accordati. Un utile suggerimento, ma tocca all’amministrazione comunale cogliere al volo l’opportunità.
In ogni caso il bando mette a disposizione contributi per riqualificare le strutture scolastiche, con particolare riguardo a ciò che attiene la messa a norma e la messa in sicurezza degli edifici. Inoltre favorisce un più razionale sfruttamento della rete scolastica e un organico inserimento delle istituzioni scolastiche nelle diverse realtà territoriali; promuove l’adeguamento dei nuovi edifici scolastici alle nuove esigenze didattiche e formative. Comunque sia il bando prevede due tipologie di intervento: uno volto alla razionalizzazione della rete scolastica (contributo regionale fino al 60% dell’importo di progetto) e l’altro alla conservazione del patrimonio esistente (contributo regionale fino al 50% dell’importo di progetto).
In ogni caso il bando mette a disposizione contributi per riqualificare le strutture scolastiche, con particolare riguardo a ciò che attiene la messa a norma e la messa in sicurezza degli edifici. Inoltre favorisce un più razionale sfruttamento della rete scolastica e un organico inserimento delle istituzioni scolastiche nelle diverse realtà territoriali; promuove l’adeguamento dei nuovi edifici scolastici alle nuove esigenze didattiche e formative. Comunque sia il bando prevede due tipologie di intervento: uno volto alla razionalizzazione della rete scolastica (contributo regionale fino al 60% dell’importo di progetto) e l’altro alla conservazione del patrimonio esistente (contributo regionale fino al 50% dell’importo di progetto).