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L’ex sindaco e ora consigliere comunale Monica Gibillini è molto soddisfatta per il ripristino dei canoni non ricognitori alle società di telefonia che hanno installato antenne sulle strade comunali. Infatti, grazie alla sua proposta, la maggioranza, dopo che a metà dicembre scorso li aveva  aboliti, è stata costretta a riportarli in auge. Un successo che si ascrive alla sua tenacia. Gibillini, rifacendosi alla pronuncia del Consiglio di Stato di fine dicembre, secondo cui i Comuni devono pretendere i canoni in questione, come prevede il codice della strada, è riuscita a convincere il consiglio comunale a dare disco verde ai canoni. «Mi è stato chiesto dal Pd -afferma Gibillini- di rinviare la proposta per affrontarla tra un paio di mesi in attesa di vedere l’andamento delle decisioni del giudice di appello sul tema, considerato che ci potrebbero anche essere pronunce sfavorevoli ai Comuni.

Ho ritenuto di non accettare la richiesta di rinvio, invitando invece il consiglio a decidere subito, considerato che la giunta Lonati trascina da mesi (maggio 2014) la questione dei canoni per la telefonia, tant’è che anche gli uffici comunali hanno chiesto alla politica di esprimersi, per essere in condizione di lavorare ai contratti con le società telefoniche. Quanto accaduto sui canoni -conclude Gibillini– rende evidente che la giunta Lonati non ha una politica di bilancio: perché infatti a dicembre ha rinunciato all’entrata che lei stessa aveva previsto in bilancio a luglio, abolendo i canoni non ricognitori alle società di telefonia? Per evitare i contenziosi con i gestori di telefonia? Le sentenze ci sono perché diversi Comuni stanno cercando di far valere le proprie ragioni nei confronti dei gestori telefonici, per salvaguardare un’entrata di bilancio preziosa in tempi di magre risorse nella cassa comunale e di difficoltà socio-economiche diffuse. Questa è una posizione di buon senso!»

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