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Manzoni nel III capitolo de “I promessi sposi” sullo sfondo del dialogo fra Renzo e l’avvocato Azzecca-garbugli a cui si era rivolto per fermare don Rodrigo dai suoi propositi di insidiare Lucia, dà una descrizione esemplare dell’impotenza delle istituzioni e dei tentativi di coprirla. Sì, perché Azzecca-garbugli per intimorire ancor più Renzo ostenta una dopo l’altra le gride (leggi) che erano state promulgate in serie per coprire il vuoto operativo e il disinteresse determinati dall’inefficacia legislativa e dall’incapacità di applicarle. Mutatis mutandis è quello che si registra nel modus operandi del municipio. Infatti non riuscendo a garantire con tempestività e puntualità le manutenzioni minime non per mancanza di risorse, ma per la scarsa solerzia dell’apparato burocratico-amministrativo si è pensato di esonerarlo anche da quel poco che avrebbe dovuto fare per obblighi d’ufficio.

Sì, perché l’idea di istituire il servizio on line “Comuni-chiamo” per rimettere ai cittadini l’onere di segnalare eventuali disservizi, buche nelle strade, marciapiedi malmessi, lampadine fulminate e così via  risponde proprio a questo. Il progetto è sicuramente lodevole negli intenti e lo sarebbe ancor più se l’apparato avesse dato prova di efficienza e per far meglio si è pensato di appellarsi alla collaborazione degli utenti. Ma è difficile crederlo, dato che le segnalazioni e gli interventi dell’opposizione -se ciò è una spia attendibile- per questo o per quell’altro disservizio sono rimasti quasi sempre inevasi. Ora la trovata di ingegno con “Comuni-chiamo”, ma basterà per coprire le inadeguatezze? Certo che se, come estrema risorsa, si è giunti ad affidarsi ai cittadini per salvaguardare il patrimonio, forse coloro che sono preposti alla tutela del bene pubblico non sono stati ineccepibili e per rimediare ci si è ricordati degli utenti. Il rischio, come Manzoni ci insegna, che gli amministratori si siano ingegnati a inventare qualcosa più a rendere i cittadini alla stregua di “Renzo che stava guardando (Azzecca-garbugli) con un’attenzione estatica, come un materialone sta sulla piazza guardando al giocator di bussolotti, che, dopo essersi cacciata in bocca stoppa e stoppa e stoppa, ne cava nastro e nastro e nastro, che non finisce mai…” che altro. E il giorno in cui i cittadini non segnalano più per stanchezza o delusione le cose che non vanno si dirà che è colpa loro? 

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