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| Totti e Cipriani |
Quando la scuola era fondamentalmente un luogo di formazione e non di semplice trasmissione di contenuti, un docente di lungo corso era solito all’inizio di ogni anno scolastico entrare nelle classi di nuova costituzione sventolando un foglio bianco con una macchiolina d’inchiostro sullo sfondo. E subito chiedeva ai ragazzi cosa vedessero. Univoca la risposta: una macchia scura. L’insegnante bonario li riprendeva, ma “è mai possibile -osservava puntuale- che vediate solo un dettaglio trascurabile e non il bianco del foglio che simboleggia il mondo della vita con tutte le sue infinite possibilità?”. Ebbene proprio il pensiero e il modus operandi del sindaco Angelo Cipriani che, forse, per un incoercibile automatismo che gli parte quando si evoca la passata amministrazione, si è affrettato a indicare un dettaglio marginale del quadro e non la bellezza dell’intero dipinto.
Insomma gli è sfuggito che la Roma si è sì allenata nel campo sistemato dalla società Acd Sedrianese, che però è ricompreso nel centro sportivo di via Allende, il quale è stato riqualificato da chi lui non vuol sentire il nome. Ma davvero il primo cittadino, che è riuscito addirittura da laziale a farsi pubblicità scattando una foto con il romanista Totti (tutti però ricordano che il 20 aprile 2016 per la sua Lazio di scena a Torino con la Juve aveva disertato il consiglio comunale per recarsi allo stadio per vedere la partita in cui la sua squadra è stata peraltro sconfitta), pensa che la Roma si sarebbe allenata a Sedriano, se l’intero complesso non fosse stato sistemato a suo tempo? Eppoi evocare ossessivamente il passato a che serve se non a certificare assenza di dinamismo? Al sindaco sfugge che si è chiamati al presente per progettare il futuro, ma se preferisce il passato… non è poi così luminoso. Infatti se oggi si trova alla guida del municipio non è stato certo per meriti propri, bensì per vicende che si sono rivelate totalmente infondate, come certificato da sentenza del Tribunale di Milano, e che però sono valse a cambiare il decorso degli eventi politici.
