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La divisione del circolo di Fratelli d’Italia è ormai conclamata. La maggioranza degli iscritti contesta la candidatura, calata dall’alto, di Roberta Guida e per contro non sarebbe contraria a unirsi al resto del centrodestra o in alternativa affidare a Diana Malossi la guida della compagine. Intanto Massimo Meregalli (FdI) in questa nota che ricevo e pubblico registra gli umori contrastanti degli iscritti. La testa del circolo di Fratelli d’Italia naviga a vista sin dalla sua nascita! Ultima conferma la richiesta di rinnegare un accordo firmato dai 3 responsabili provinciali del centrodestra milanese.
Una cecità politica di Francesco Saverino ispirata da una scelta egoistica di andare da soli e tentare di calare dall’alto una candidata, che non piace e non soddisfa la caratteristica più elementare di quando si sceglie un candidato: il vivere il Comune e interessarsi alle cause di Settimo.
Difficile, non impossibile tornare a un accordo unitario, perché la situazione suicida viene appoggiata da altre figure dietro di lui.
Citando Giorgia Meloni: “Abbiamo preso un impegno con i cittadini e uniti lo porteremo a termine”.
Esiste una maggioranza del circolo, ormai conclamata, che vorrebbe andare in coalizione, ma se persistesse loil veto vuole esprimersi per una candidata che sia residente, competente e che possa tenere un dibattito politico con gli altri candidati alla poltrona di primo cittadino.
Una persona radicata fortemente sul territorio, che più esprime l’anima politica di FDI, una donna con indiscutibili valori, una madre che dopo aver scaldato i cuori a Settimo con l’iniziativa benefica di raccolta fondi sotto Natale, ci identifica e ci rappresenti in Comune.
I militanti sono pronti a scaldare il motore per “Diana Malossi Sindaco”, sicuri che riuscirà ad accendere i cuori dei meloniani di Settimo.
Consapevoli del poco tempo che manca all’8-9 giugno è necessaria una scelta forte e determinata per uscire dall’incartamento politico. Come Tolstoj: “Così un cuore ne accende un altro e così si accendono migliaia dì cuori”, immaginare che il “miracolo” di ribalta possa compiersi non è utopia.

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