I mesi che mancano all’appuntamento con le urne per eleggere la nuova amministrazione sono segnate da polemiche fra opposizione e giunta Bonfadini. Se non è una questione un’altra ad accendere la miccia. Stavolta è la piscina per via de “La Voce di Vittuone”, il foglio informativo dell’opposizione, che ha fatto sapere che a Magenta il Palasport è stato ristrutturato e riaperto (era chiuso dal 2019), e che a Busto Garolfo è stato rifatto il tetto della piscina. A Magenta hanno sistemato parquet, impianti e spogliatoi di un palazzetto per renderlo operativo. Interventi mirati, con costi contenuti e strutture prive di ulteriori criticità. A Busto Garolfo hanno rifatto il tetto di una piscina collaudata e funzionante.
Ma l’amministrazione comunale in questa nota che ricevo e pubblico spiega che le cose non stanno come descritte dal foglio, anche perché a Vittuone, invece, la situazione è completamente diversa. Ecco il suo punto di vista.
Qui dobbiamo affrontare una scelta amministrativa sbagliata e miope dell’epoca Tenti, che ha prodotto:
- un impianto strutturalmente difettoso sin dall’inizio e mai collaudato,
- impianti da rifare,
- volumetrie esagerate,
- costi di gestione energetica fuori scala.
E non va dimenticato che:
📌 Per risolvere i problemi di fondo dell’impianto, SportActive (ex gestore fino al 2021) aveva già segnalato nel 2018, con una relazione, la necessità di interventi per 821.000 €: soldi che sarebbero serviti per intervenire su difetti originari, già presenti in fase di apertura dell’impianto.
📌 SportActive, dati i costi di gestione, aveva inoltre chiesto al Comune un contributo di 200.000 € all’anno per tenere aperta la struttura, una cifra che avrebbe pesato sulla spesa corrente fino al 2038, senza risolvere il problema di fondo, quello di un impianto pensato male e costruito peggio.
📌 La realtà è che senza affrontare i problemi strutturali, l’impianto non può funzionare né stare in equilibrio economico.
A fronte di questo scenario l’attuale amministrazione, dopo la rescissione del contratto da parte di SportActive, ha incontrato diversi operatori, e l’unica soluzione possibile per avere un impianto funzionante e sostenibile, è risultata il partenariato pubblico–privato.
Con questa tipologia di affidamento, infatti, si potranno mettere in campo interventi che, ove possibile, andranno a correggere i difetti originari e renderanno il Mike Bongiorno finalmente sostenibile.
Ma non bisogna dimenticare l’impatto economico che la possibile riapertura del centro sportivo avrebbe sulle casse comunali. Il progetto, infatti, se portato avanti, peserà sul Comune per quasi sette milioni di euro, così suddivisi:
- 3,5 milioni di investimento, necessari per correggere i problemi strutturali e realizzare la piscina esterna, indispensabile per la sostenibilità economica del complesso;
- 170.000 € all’anno per 20 anni sulla spesa corrente, per ripagare la quota restante dell’investimento.
📌 È evidente che questa soluzione è impegnativa, ma renderebbe possibile un impianto funzionante e costantemente manutenuto.
Il nodo centrale non è tanto l’investimento – per il quale nei prossimi anni ci saranno entrate utilizzabili – ma l’impatto sulla spesa corrente che, come in tutti i Comuni, è la parte più in sofferenza del bilancio.
Ed è altrettanto evidente che queste cifre si scontrano con altre esigenze crescenti, come le spese sociali.
Il “Centro Mike Bongiorno”, che doveva essere un fiore all’occhiello per Vittuone, si è rivelato quindi un buco nell’acqua.
La responsabilità politica e amministrativa di questa situazione è tutta del Centrodestra vittuonese, che ha fatto progettare e realizzare un impianto ingestibile, chiuso subito dopo l’inaugurazione, con un bando di gestione andato deserto; tanto che l’amministrazione successiva riuscì a trovare un gestore solo nel 2013 dopo ulteriori lavori, che comunque non risultarono risolutivi.
📌 Oggi il conto ricade sul Comune, quindi sui vittuonesi. Non sul sindaco o sull’attuale amministrazione: sui cittadini.
Quando il centrodestra si ripresenterà agli elettori, dovrà assumersi la responsabilità di ciò che ha lasciato e smetterla di accusare questa amministrazione di “mancanza di programmazione”.
Dire “rifacciamo la piscina” è facile. Spiegare come finanziare gli interventi, è un’altra cosa.
Il centrodestra prenda ora una posizione: riaprire la piscina e tagliare i servizi? Noi, la nostra scelta l’abbiamo fatta: stiamo cercando soluzioni concrete e sostenibili per riaprire una struttura che, nonostante i difetti strutturali, riteniamo importante per la comunità, ma questo NON a discapito dei servizi, in particolare quelli riguardanti i casi di fragilità, le scuole e le manutenzioni ordinarie. Forse l’intenzione del centrodestra è quella di riaprire la struttura e poi lasciare il paese senza servizi e senza manutenzioni, esattamente come fu fatto dalle passate amministrazioni che, per costruire “cattedrali nel deserto”, lasciavano cadere le scuole a pezzi?
Per amministrare un paese servono serietà e competenza, non slogan da bar. E, al momento, dal centrodestra arrivano solo grandi proclami, ma di idee e proposte concrete nemmeno l’ombra.
