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Don Danilo Dorini prosegue la sua riflessione settimanale sul tema delle attività parrocchiali che nella sua visione vanno ampliate e rafforzate.

Mi permetto di indicare alcuni cammini da intraprendere:

  • Coltivare una visione ampia della Comunità pastorale/parrocchiale che superi i confini del proprio gruppo e permetta di connettere la propria attività con quella degli altri gruppi. A tal fine è richiesta la stima reciproca, non solo il rispetto, e la disponibilità alla collaborazione. Ogni tanto occorre fare di necessità una virtù.
  • Gli orari devono adeguarsi a chi lavora e rientra a casa nel tardo pomeriggio. Credo che non si possa iniziare una qualsiasi attività prima delle ore 21. L’orizzonte va allargato: il paese non si limita al centro storico – Piazza Libertà o piazza della Chiesa vecchia- ma è esteso. Dunque processioni, via crucis ecc. devono essere occasioni per raggiungere i più lontani, territorialmente parlando, dalla chiesa. Vanno pertanto pensati itinerari diversi e vari. Si potrebbe anche pensare di iniziare da una zona e terminare in un’altra.
  • So che è difficile da accettare ma ce lo impone la realtà: il numero dei sacerdoti e delle religiose è in calo costante. Siamo rimasti in tre suore e altrettanti sacerdoti. Dunque non è più pensabile mantenere il ritmo di prima, anche solo di un anno fa. Molti momenti, iniziative, gruppi… soprattutto ciascuno di noi deve farsi una ragione: la presenza e la disponibilità dei sacerdoti è limitata per ragioni oggettive e non si può pretendere che sia come una volta. Anzi, questo è uno stimolo e un motivo in più per pregare per le vocazioni sacerdotali e religiose e sostenere nei dialoghi quotidiani sia la necessità che la bellezza della vocazione al sacerdozio e alla vita consacrata. L’ordinazione sacerdotale di don Patrick nel giugno del prossimo anno è da ritenersi una consolazione ma soprattutto una grazia per tutta la comunità.

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