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C’è chi va e chi viene in parrocchia. Sì, ad annunciare cambiamenti nella comunità pastorale è il parroco don Danilo Dorini. Infatti informa che “sabato 7 e domenica 8 settembre don Daniele Battaglion saluterà la comunità in cui ha operato per nove anni e lunedì 9 don Giovanni Calastri inizierà il suo ministero pastorale in qualità di vicario. La scelta dei tempi è dettata dal saggio detto popolare secondo il quale ‘due galli in un pollaio non stanno bene’ .
Quando in una parrocchia avviene un cambio di sacerdoti accade sempre un certo scombussolamento: si sa cosa si lascia e non si sa ‘cosa’ si trova. Convivono contemporaneamente la certezza del passato e l’incognita del futuro. Ciò vale per gli stessi interessati. Siamo chiamati tutti a dimostrare capacità di accoglienza e di adattamento. C’è un rischio o, meglio, una tentazione da evitare: pretendere che la tonaca del predecessore si adatti per forza al successore.
Sovviene, a tal proposito, il mito di Procuste, brigante greco, solitario e scorbutico, che assaltava le persone che passavano sulla sua proprietà: li stendeva su un letto e se erano troppo piccoli li stirava mentre nel caso fossero troppo grandi amputava loro le parti sporgenti dal letto. Conclusione: li uccideva tutti.
Veniamo a noi. Ogni sacerdote ha il suo stile di azione e carattere, con pregi e difetti in quanto persona umana e va preso per quello che è chiedendogli di essere se stesso e non di scimmiottare qualcun altro. Poi può ‘piacere’ o meno e va valorizzato nei suoi pregi come pure aiutato, con garbo e rispetto, a superare i suoi limiti.
Ringraziamo don Daniele per l’impegno profuso in nove anni di permanenza e per la testimonianza di cordialità e giovialità quotidiana e accogliamo sinceramente don Giovanni lasciandogli il tempo necessario per capire ed inserirsi in una, per lui, nuova realtà. Ricordiamo entrambi nella preghiera ringraziando Dio per la loro presenza in mezzo a noi, a maggior ragione ora che i preti giovani stanno diminuendo sempre più. Avere ancora un prete giovane di età in parrocchia/comunità pastorale è una grazia di cui non dobbiamo dimenticarci: è un dono di Dio e un segno di attenzione da parte del nostro vescovo”.

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