“Siamo cittadini di Sedriano spinti dalla voglia di cambiare un sistema all’interno del quale non ci riconosciamo più. L’insoddisfazione generale è a livelli altissimi, vogliamo essere ascoltati e ascoltare quindi quale posto migliore, se non la rete, per iniziare la discussione? Avanti! Da qui parte il nostro ideale…”. Parole e musica annunciate dai sito cittadino del neonato Movimento 5 Stelle, che, stando al bellicoso e impegnativo proclama, sembra animato dal desiderio di spaccare il mondo, anzi di rivoltare e rifondare Sedriano. Certo resta irrisolto il gaudioso mistero da dove incominciare, quando, come e con quali mezzi e strumenti, con quale programma, ma la volontà dei 23 grillini è tanta. Basta dunque alzare la voce -questo sta al fondo del loro ragionamento- e la gente segue, poiché disorientata, senza riferimenti sicuri e ideali si lascia -forse- incantare da chi grida più forte e sembra avere la voce squillante e chiara non essendo ammorbata dall’aria inquinata.
Insomma da buon neofiti credono che sia sufficiente proclamare urbi et orbi che “Sedriano è il paese in cui crescono i nostri figli…” per raccogliere consensi e trasformare il paese in una sorta di Bengodi, oppure che “Sedriano ha bisogno di tornare a vivere e vivere di interessi dei cittadini”. Quali? Naturalmente nessuna spiegazione. Poi la trita e ritrita mozione dei sentimenti: “Facciamo in modo che questo accada, unisciti a noi per cercare di cambiare le cose”. Quali siano le cose da cambiare e in che modo non viene spiegato, poiché nessuno lo sa, ma l’importante è dire che si voglia fare.
E dulcis in fundo l’immancabile coro delle mai defunte prèfiche: “Tante persone lamentano insoddisfazione… allora proviamo ad ascoltarle e facciamo quello che serve”.
Tutto qui, ma che dire? Una generica mescolanza di richiami a valori di appartenenza alla comunità che chissà per quali oscuri motivi si sono smarriti e a supposte tradizioni di grandezza, i quali vengono spacciati per rinnovamento e cambiamento. Se il nuovo che avanza non ha neppure il copyright dell’originalità son davvero tempi proprio tristi.
Ma questo è il blog del sindaco?
Il blog ufficialmente è del suo addetto stampa …