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Il record è di Castellanza (Va), dove gli allergici all’ambrosia sono il 15 per cento della popolazione, ma la manifestazione è diffusa anche nel Magentino.
Da qui l’idea di mettere a punto uno studio epidemiologico per stimare la prevalenza dell’allergia all’ambrosia nella popolazione del territorio. E così l’amministrazione comunale, raccogliendo l’invito dell’Asl Mi1, si è attivata per varare un protocollo di studio per individuare e quantificare l’estensione del fenomeno. 
L’accordo, che non comporta oneri a carico del Comune, prevede che la dottoressa Maira Bonini, responsabile dell’Unità operativa semplice ambienti di vita, collabori alla definizione di un protocollo dello studio e successivamente all’analisi statistica.

Lo studio sul campo è realizzato dal dottor Paolo Bottero, che fra l’altro opera in regime di libera professione nel centro sanitario comunale. L’intervento consiste nel recapito a domicilio di un questionario per raccogliere dati sullo stato di salute nei mesi di fioritura dell’ambrosia. Non solo. I sedrianesi che nei mesi di agosto, settembre, ottobre hanno lamentato sintomi, come raffreddore, occhi rossi, naso che cola e asma saranno sottoposti, gratuitamente, nel centro sanitario di via Fagnani a un prick test per determinare l’effettiva allergia all’ambrosia. 

Un importante studio clinico, che accertando la diffusione della malattia nella popolazione, i sintomi, le abitudini di vita, permette una pianificazione sanitaria adeguata, nonché informazioni  sugli atteggiamenti della popolazione nei confronti dei servizi sanitari, sui bisogni di assistenza percepiti e sull’utilizzo dei servizi sanitari stessi. 
“L’iniziativa -spiega il sindaco Alfredo Celeste– conferma che il nostro progetto di elevare Sedriano a ‘cittadella della salute’ è una realtà concreta. Nello specifico aver contribuito allo studio della prevenzione e della cura di un fenomeno con costi sanitari altissimie in crescita non è un dettaglio irrilevante”.  E già, poiché si stima in circa 1,6 milioni di euro la spesa per farmaci a carico del servizio sanitario, nonché visite
mediche e ricoveri, senza dimenticarsi dei costi relativi alla perdita di produttività e alla riduzione della qualità della vita.

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