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Un colpo di pistola alla tempia e la tranquillità della famiglia sconvolta dal gesto improviso e del tutto inaspettato. Sì, proprio così se n’è andato Gianluigi Santambrogio, 61 anni, che gestiva insieme al fratello un’azienda agricola in una cascina sparsa nelle campagne a sud della Statale 11. Tuttavia, nulla lasciava presagire che si sarebbe tolto la vita, anche se qualche giorno fa aveva detto alla figlia che era stanco di vivere. Un’esternazione che lì per lì è parsa come uno sfogo detto in un momento di stanchezza e che nella vita tanti pronunciano senza convinzione e volontà di compiere alcun atto conseguente.
In quelle parole, forse, si celeva la volontà di farla finita, ma nessuno dei familiari si era insospettito. Del resto era una persona che lavorava e non aveva mai dato segni di inquietudine. Certo è che stamattina l’uomo si è ucciso. La moglie non vedendolo si è messa a cercarlo e alla fine  l’ha trovato riverso all’interno cella frigorifera ormai privo di vita. L’allarme, gli inutili soccorsi, l’intervento dei carabinieri e del medico legale, che non ha potuto che constatare la morte. 

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