La vicenda, ormai più che surreale, della Pro Loco tiene banco da settimane, ma né dal municipio arrivano risposte né tantomeno le opposizioni (Pd e Bareggio 2013) abbiamo avvertito la necessità di intervenire affinché venga fatta chiarezza e siano date risposte agli inquietanti interrogativi sollevati. L’immobilismo dall’una e dall’altra parte è impressionante, ma quel che più fa specie è l’inesistenza dell’opposizione su una vicenda che riguarda la comunità, l’associazionismo, i valori per i quali in campagna elettorale si facevano portavoce. Parole, parole… per dirla con Mina. La sensazione è che entrambi pensino che bisogna far passare per ragioni diverse il tempo nel più rigoroso silenzio in modo che la fastidiosa questione si sgonfi da sola. La maggioranza perché, forse, non ha argomenti e magari si sente così forte da non dover dar conto a nessuno, l’opposizione per personalismi e per non dover dare merito a Giuliano Colombo, che ha sollevato il problema. Ma sbagliano entrambi. Sì, perché non tengono conto che Colombo, che, pur da solo e fuori dal consiglio comunale e quindi senza la possibilità di intervenire attraverso i canali istituzionali come invece loro potrebbero tranquillamente fare, se solo volessero, è un avversario tutt’altro che facile e sprovveduto. Ha delle risorse, capacità e una gran voglia di trasparenza e legalità e non basta ignorarlo per fermare la sua azione, che tracima e prima o poi finirà per colpire duro. Come presto si accorgeranno sull’altra scandalosa vicenda dei documenti sulle asfaltature negati. Comprensibile – si fa per dire- che la politica sia interessata ai massimi sistemi e a difendere con i denti e le unghie le proprie posizioni di rendita, ma gli elettori che meno di due mesi fa hanno votato per eleggere gli attuali consiglieri e amministratori, cosa, oggi, pensano di questa così poco edificante vicenda in cui, stando alle domande di Colombo all’amministrazione comunale, emergono per usare un eufemismo strane incoerenze.
