La Pro Loco non si lascia intimidire dal procedimento del Comune volto a sfrattarla dalle sede del centro polifunzionale “M.L. King” di via Gallina e passa decisa al contrattacco. Intanto rinfaccia all’ente che la sua pretesa di sgombero dei locali per ottenere la certificazione prevenzione incendi (CPI) nascondeva la volontà di annientarla, dal momento che è stata rilasciata senza bisogno di rimuovere i materiali depositati. Un “vizio” di fondo che avendo, a suo giudizio, innescato l’avvio del procedimento di sfratto lo rende nullo, poiché è venuta meno la condizione per ottenere la CPI. La risposta al Comune, a firma del presidente Giovanna Giudice, contesta i presupposti su cui è stato costruito il provvedimento.
“Tale posizione, più volte richiamata negli atti amministrativi prodotti da codesta amministrazione, è risultata essere la principale motivazione per spingere la nostra associazione ad abbandonare la possibilità di utilizzare gli spazi a suo tempo a noi concessi sempre dall’ente. La mancata evidenza di impedimenti, che a vostro dire non avrebbero permesso il rilascio del CPI, è stata smentita dal rilascio incondizionato dello stesso in queste ultime ore, di cui si è fatta sopra menzione.
Alla luce di ciò appare sempre più evidente che la decisione di procedere, in prima istanza al rilascio nell’ottobre del 2021 dall’uso dei locali della sede storica posti in piazza Cavour, richiesti per necessità di carattere amministrative dell’ente, a oggi non ancora note visto l’attuale inutilizzo, e successivamente alla richiesta di sgombero del materiale presente nel seminterrato del centro polifunzionale di via Gallina, che a questo punto non poggerebbe più su motivazioni di carattere tecnico, bensì sulla volontà ora più chiara dell’amministrazione comunale, nella figura dei suoi organi istituzionali, di voler escludere la nostra associazione dalla possibilità di poter fruire di spazi a suo tempo concessi, come nel caso del centro polifunzionale, erano stati attribuiti attraverso un documento a firma dell’allora responsabile del competente ufficio nel 2018, a uso esclusivo e senza vincoli di sorta.
Atto quest’ultimo che abbiamo appreso peraltro essere stato ritenuto ‘illegittimo’ dal vicesindaco Roberto Lonati in sede di svolgimento di un consiglio comunale, affermazioni che, stante quanto dichiarato dal predetto, poggiano su comprovata documentazione a noi al momento estranea.
Siamo dispiaciuti per il trattamento persecutorio riservatoci da codesta amministrazione dopo anni e anni di attività svolta sul territorio e ciò nonostante la massima disponibilità sin qui mostrata nel dialogo e nella collaborazione con la controparte volta a trovare una soluzione, disponibilità che intendiamo affermare ancora oggi seppur in presenza di un provvedimento volto all’emissione di sgombero che, come detto, vede ora mancare il presupposto essenziale sul quale è stato adottato”.
