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La vicenda del vicesindaco Annamaria Garofalo, sott’accusa per violazione del diritto d’autore in merito al volume “Sedriano – Dall’unità d’Italia alla Liberazione – 1861-1945” non è caduto nel dimenticatoio come forse speravano in municipio. Infatti i tre consiglieri d’opposizione Massimiliana Marazzini, Donatella Barini e Alfredo Celeste, passate le feste, non hanno perso l’occasione per ribadire che non sono affatto disposti a passarci sopra. Il motivo gliel’ha fornito la risposta, a loro giudizio, vaga ed elusiva dell’amministrazione comunale al Prefetto che chiedeva delucidazioni sulla questione. E, volendo chiarezza, hanno presentato un’interrogazione per chiederne. “La risposta -osservano i tre consiglieri- è alquanto evasiva e sfuggente: non vi è alcun commento sulla presunta violazione della  legge 633/1941 introdotta specificatamente  dalla comunicazione del Prefetto e, inoltre, allo stesso non vengono inoltrare le quattro mail inviate da Mario Comincini al sindaco Marco Re, per ottemperare a quanto lo stesso Prefetto chiede e cioè  fornire ogni opportuno elemento di valutazione al riguardo”. Non solo. I consiglieri affermano di aver preso atto della determina n. 592 del 29/12/2022 con cui è stato conferito dall’ufficio referente un incarico di assistenza legale stragiudiziale con riferimento alla materia della proprietà intellettuale e del diritto d’autore per un importo di euro 4,377,36. Poi che il sindaco pro tempore Re ha scritto al Prefetto che “una volta accertata l’effettiva sussistenza di un danno in capo al Comune, se necessario, si agirà a tutela dello stesso”. Ma in precedenza lo stesso sindaco, a loro dire, ha dichiarato alla stampa: “Visto che per l’opposizione il Comune può aver subito un danno, faremo delle verifiche e valuterò il possibile introito, ma comunque usando sempre il buonsenso. Di certo non toglieremo le deleghe [alla Garofalo]” (Settegiorni, 26 novembre 2022). Da qui, sempre a loro parere, la constatazione che coordinando quest’ultima affermazione con la nomina dell’esperto, delle due l’una: o il sindaco è già al corrente che l’esperto darà un parere tale da non comportare la decadenza di Garofalo dalla carica di vicesindaco e delegato all’istruzione, oppure, a prescindere dal parere dell’esperto, il sindaco comunque è già fin d’ora determinato a mantenere le deleghe a Garofalo. Come può il sindaco fare un’affermazione del genere e qualificarla di buonsenso? Il buonsenso come arbitrio? Non ne va di mezzo la credibilità delle conclusioni a cui arriverà l’esperto? L’interrogazione l’inevitabile conseguenza per sapere perché non sono state adeguate risposte al Prefetto circa la sua chiara e specifica richiesta di cui sopra? Se una volta accertata  l’effettiva sussistenza di un danno in capo al Comune, scrive il sindaco pro tempore  Re, se necessario,  si agirà a tutela dello stesso: in altre parole, il Comune agirà contro Garofalo (il cui nome e cognome non compaiono mai nella determinazione riguardante la nomina dell’esperto), la quale però, comunque andrà, già da ora ha la garanzia di rimanere al suo posto, con relativo emolumento? Perché nell’incarico dato al legale  non è specificato il termine entro il quale debba essere consegnato il lavoro convenzionato?

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