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Giusto un anno fa, era per la precisione il 6 dicembre, il Comune con propria ordinanza aveva ingiunto al Chanel Srl, Tecno in Srl e Tiesse Immobiliare Srl di mettere in sicurezza l’area di cantiere di Villa Venini”, nonché di provvedere alla ripresa dei lavori di restauro del tetto e altro ancora. Ebbene l’ordinanza per la quale Chanel Srl aveva chiesto l’annullamento al Tar Lombardia, almeno per la parte che la riguardava, ha finito per ritorcersi contro l’amministrazione Zancanaro.  Sì, perché il Tar, proprio ieri, ha dato ragione alla società. Ha accolto il ricorso e annulla i provvedimenti impugnati; condanna il Comune a rifondere alla società ricorrente le spese di lite quantificate in 2.000 euro, oltre gli accessori di legge; pone a carico del Comune il rimborso del contributo unificato corrisposto dal ricorrente;

non provvede alla regolazione delle spese di lite tra la ricorrente e Tecno in Srl e tra la ricorrente e Tiesse immobiliare Srl in liquidazione, non costituite in giudizio.  Uno brutto colpo per l’ente che pensava di vincere la partita. Invece gli è andata male. Certo che mettersi contro una multinazionale in Tribunale se non si è sicuri di quello che si ha in mano, può essere controproducente. E adesso? Il Pd, che dispone della sentenza, si chiede “che fine farà Villa Venini? Chi pagherà la messa in sicurezza e i lavori di ristrutturazione? L’imposizione a Chanel era indispensabile? Erano possibili altre soluzioni? Altri accordi?”.

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