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Ricevo e pubblico questa nota del Partito democratico cittadino sulle ultime elezioni amministrative e sulla scia dell’analisi che vittorie e sconfitte non sono tutte uguali indica la strada per uscire dall’impasse in cui si è cacciato. 
Sono i simboli a decidere la lettura delle elezioni locali? Due anni fa furono le vittorie del M5S a Roma e Torino, oggi sono le sconfitte del Pd a Pisa, Siena, Massa, Imola, Ivrea, dove il partito era nel passato più forte e radicato. Ci sono segnali anche da valorizzare quali Teramo, Brindisi, Siracusa e Ancona, come la stessa Brescia dove vince al primo turno un candidato del PD e dove evidentemente c’è un Partito Democratico che riesce a fare comunità. Bisogna avere i candidati giusti per farlo in una fase in cui il vento del cambiamento si fa sentire anche nelle competizioni locali e non solo in quelle nazionali. In una fase storica dove ci sono temi forti che spesso si scontrano tra loro quali il rapporto tra integrazione e sicurezza il Partito Democratico non ha saputo intercettare per tempo e in maniera chiara il bisogno di protezione che evidentemente è rilevante anche per un elettorato di centrosinistra.

Il Paese in questo momento è governato da una maggioranza gialloverde che sta dimostrando evidenti limiti, ma che con il cavallo di battaglia dei migranti sta dando grande popolarità al nostro ministro degli interni, rendendolo il protagonista assoluto del compagine governativa.
“Casualmente” si tratta di una battaglia a costo zero, che sembra voler nascondere il costo previsto per la famigerata “flat tax” per la quale di miliardi ne servono ben 50 e rotti.
Torniamo al PD. Da dove ripartire? Dal progetto o dalla leadership? È chiaro che prima della leadership serve un progetto nuovo che, come dice il segretario reggente Martina non nasce in tre mesi. L’unico strumento possibile è il congresso e auspichiamo che la dirigenza del Partito Democratico riesca, facendo anche tesoro dei buoni risultati di alcune città, a raggiungere questo obiettivo. Non dimentichiamo che il prossimo anno ci sono le elezioni europee e una vittoria del fronte sovranista sarebbe devastante per il nostro Paese.
Proprio in questa fase così complessa e difficile è importante che coloro che si riconoscono nei valori del Partito Democratico si impegnino in prima persona per il bene dell’Italia. 

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