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La priorità del sindaco Cipriani è per davvero il benessere dei bambini? Il primo cittadino non perde occasione per pubblicizzarlo sui social, ma Sinistra di Sedriano è molto perplessa. E in questa nota che ricevo e pubblico non è tenera con il primo cittadino a cui rinfaccia il suo interessamento solo per non perdere consensi, che, a suo giudizio, incominciano a scarseggiare.  “Questo ricorrente mantra sulla priorità ai bambini ha molto più semplicemente una spiegazione matematica, ma soprattutto propagandistica: 1 bambino=2 genitori;  30 bambini=60 genitori;  300 bambini=600 genitori come minimo. E tutti rigorosamente votanti. Una sana azione politico amministrativa, che inserisca come priorità i bambini, non si limita a sistemare i parchetti (solo per poi mostrarsi pavoneggiante sui social…) dato che dovrebbe essere semplicemente ‘un di cui’ di qualcosa molto più grande: il famoso welfare”.
Non solo. “La famosa città a ‘misura di bambino’ prevede una serie di azioni e provvedimenti atti a migliorarne le condizioni sociali, cercando di ridurne le diversità (soprattutto economiche vedi ad esempio retta del centro estivo oggi cara e non accessibile a tutti…), dando a tutti pari opportunità. Ciò significa intervenire sul sociale, ampliare il nido pubblico (e non privatizzando alcune parti…), lavorare seriamente ‘con la cultura (laboratori tematici aperti non solo durante la notte bianca…), garantendo spazi oggi inesistenti a Sedriano. E non parliamo solo di parchi giochi, ma anche di veri e propri centri di aggregazione comunali (come poteva essere il ‘GAS’ di qualche tempo fa), accompagnandoli nelle istituzioni tramite il consiglio comunale dei ragazzi. Tutto questo, nei programmi di Cipriani non è mai esistito, se non due foto, qualche giochino nuovo e via di like…”.  Infine il parallelismo con Gesù. “Concludendo, soltanto Gesù poteva rivolgersi ai suoi discepoli dicendo ‘sìnite pàrvulos…’ (‘lasciate che i fanciulli vengano a me’), ma è evidente che non sono cose da sindaci/marescialli… La traduzione è per aiutare un nostro ‘amico’ che spesso fatica a comprendere vocaboli un pochino sopra al suo quotidiano…”.

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