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Ricevo e pubblico questa nota del gruppo VviAmo Vittuone sulla nomina ad assessore di Enzo Tenti e sugli effetti destabilizzanti che ipotizza sulla compagine amministrativa. 
L’ufficializzazione della nomina ad assessore del consigliere Enzo Tenti, avvenuta con la relativa pubblicazione sull’albo pretorio, rappresenta – naturalmente – un fatto di per sé alquanto paradossale che apre certamente nuovi inquietanti scenari.
Il primo: sicuramente la generazione di un importante disequilibrio tra i gruppi consiliari, dato che un consigliere di opposizione (e -probabilmente – anche il suo collega “meloniano”, già eletto nelle file di Zancanaro e poi passato con Tenti) molto probabilmente voterà a favore della maggioranza. In cambio di cosa non è dato saperlo, visto che comunque le sue deleghe saranno appese ad un filo molto sottile, governato dal sindaco.
Conseguenza del precedente punto: quanto potrà rimanere autonoma la linea di Tenti? Rinnegheràil proprio programma elettorale o accadrà l’inverso, cioè che la figura di Tenti porterà Zancanaro a rinnegare il proprio? In entrambi i casi sarà l’elettorato di una o dell’altra parte ad essere pesantemente tradito.
A questo punto: gli elettori leghisti, che hanno votato “contro” Tenti, come reagiranno?
Gli effetti della nomina: l’assessorato all’urbanistica e lavori pubblici affidato a Tenti diventa uno strumento mostruosamente potente, dato che sarà Tenti ad avere in mano la variante al PGT, con annessi e connessi, il più importante dei quali potrebbe essere il ritorno all’idea tentiana della cittadella scolastica – con demolizione dell’attuale plesso “D. Alighieri” – al quale Zancanaro era totalmente contrario. Ma questo succedeva in campagna elettorale.
Sempre nell’ambito del PGT: tutti conoscono la propensione di Tenti alla realizzazione di opere faraoniche (inutili come il bocciodromo, ad esempio, edificato demolendo una parte della biblioteca e lasciandoci una cattedrale nel deserto). L’ampliamento del Destriero è nella sua testolina praticamente da sempre (con la giustificazione che questa cementificazione porterà risorse al bilancio), così come forse nella sua testa alberga ancora la demolizione del municipio ed il conseguente trasferimento degli uffici comunali in Villa Venini.
La Villa Venini, appunto, ed il suo parco: ricordiamoci che la situazione di stasi dei lavori in Villa Venini, la mancata (e impossibile) escussione della fidejussione e chi più ne ha più ne metta vede la presenza di Tenti nella sua genesi, con le relative responsabilità. Meglio l’insabbiamento?
La credibilità del sindaco: quale può essere il livello di affidabilità politica di uno Zancanaro che ha bisogno di Tenti come unica soluzione ai propri problemi amministrativi ed è “costretto” ad affidargli una posizione così strategica? La scelta di portare un candidato sindaco avversario all’interno delle proprie fila rappresenta un chiarissimo fallimento.
L’aspetto finanziario: Tenti, statene certi, batterà cassa alla porta di Bergamaschi. Come varierà la gestione del bilanciodel Maikol zancanariano/restellianotrovandosi di fronte a un nuovo comandante?
I cittadini vittuonesi: presumibilmente ignari dei fatti politici che accadono nel proprio paese, i vittuonesi dovrebbero preoccuparsi un tantino. Le manie di grandezza di Tenti hanno lasciato alle amministrazioni successive un’eredità alquanto problematica, finanziariamente parlando. Solo che ora, dato che il sindaco si chiama Stefano Zancanaro e non Enzo Tenti (almeno nella forma), la responsabilità diretta dell’estrosità del nuovo assessore sarà di Zancanaro stesso, il quale sembra non accorgersi né di ciò né del  fatto che l’arrivo di Tenti lo metterà ancor più in ombra di quanto già sia oggi.

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