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Ivana Marcioni e Anna Papetti
Il raggiungimento dell’accordo tra le rappresentanze sindacali dei lavoratori di Abb e l’azienda al tavolo di lavoro del Mise è una buona notizia, sia per gli accordi raggiunti a tutela dei lavoratori, sia in ottica di reindustrializzazione della parte del sito interessato. Ivana Marcioni e Anna Papetti, consigliere del gruppo Viviamo Vittuone, in questo nota che pubblico riflettono sulle sfide da sostenere per contrastare e vincere il fenomeno. Noi come consigliere di Viviamo Vittuone abbiamo partecipato, insieme alla segretaria del Partito Democratico di Vittuone, al presidio dei lavoratori del 6 febbraio 2019 davanti ad Abb, al quale era presente l’amministrazione comunale di Vittuone. Alla luce delle continue crisi che si stanno susseguendo nel nostro territorio la preoccupazione è molto forte. Ci troviamo davanti a una realtà lavorativa in continua evoluzione e occorre intervenire a tutti i livelli istituzionali per trovare soluzioni che non lascino i lavoratori e le loro famiglie nell’incertezza, nell’incapacità di arrivare a fine mese e nella mancanza di prospettive, che è la cosa più pericolosa per chiunque. Quello che ci preoccupa di più è la mancanza di prospettive.

L’impatto che la tecnologia avrà nel mercato del lavoro davanti a quella che è di fatto la quarta rivoluzione industriale può portare alla creazione di nuove figure professionali con competenze elevate, ma rischia di portarne fuori tante altre e questo sta già avendo impatto anche sul nostro territorio. È possibile pensare di affrontare ogni crisi industriale o ristrutturazione aziendale come una situazione a se stante o, nel contesto attuale, ci dobbiamo porre il problema di definire quali politiche attive possono accompagnare questa transizione e di come il territorio può rispondere anche localmente a queste crisi e non solo accompagnarle? Ancora quali sinergie possono essere messe i campo sul territorio tra amministrazioni comunali, soggetti politici e civici, sindacati e imprenditori per affrontare in modo nuovo queste crisi? È possibile pensare in termini di piano generale del territorio complessivo della nostra zona per aumentare la propria attrattiva economica, rafforzando il proprio sistema infrastrutturale e migliorando i servizi interconnessi? È possibile al tempo stesso pensare ad attivare processi di riqualificazione industriale e residenziale perseguendo politiche di affitto a canone moderato? Urgono scelte concrete che favoriscano la crescita economica e contestualmente il potere d’acquisto delle famiglie intervenendo, anche con risposte locali, che possono essere trovate attraverso il confronto delle forze sindacali con le diverse amministrazioni del nostro territorio. Sicuramente un tema importante in questa fase sarà contrastare l’esclusione sociale attraverso l’istruzione e la formazione anche professionale, questo per favorire lo sviluppo e rispondere alle disuguaglianze e su questo il da farsi sul territorio è parecchio. Ci troviamo tutti davanti una grande sfida e una responsabilità alla quale abbiamo il dovere di rispondere.

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