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Giancarlo Lonati

Giuliano Colombo, coordinatore delle liste civiche Voi con noi e In Volo, sulla scorta dei risultati elettorali di domenica scorsa nei Comuni viciniori in cui il centro sinistra è uscito con le ossa rotte, si è cimentato in un’analisi del voto per comprendere le ragioni della sconfitta. Il che gli ha dato l’estro per proiettare la tendenza sulla tornata elettorale che interesserà il prossimo anno Bareggio. E se il buongiorno si vede dal mattino, pensare a suo giudizio, di ricandidare il sindaco uscente Giancarlo Lonati significa condannarsi alla debacle prima ancora di scendere in campo.
La scorsa domenica il turno di ballottaggio ha designato i sindaci dei Comuni per i quali avevamo preso in considerazione i risultati elettorali di domenica 11: Abbiategrasso, Magenta e Legnano. Cuggiono, che ha meno di 15.000 residenti, ha scelto il suo sindaco di centro destra con turno secco.

Per il centro sinistra, ma soprattutto per il Partito Democratico, la scorsa domenica non è stata di certo una bella giornata, una di quelle da ricordare. I risultati elettorali riscontrati in generale su tutto il territorio nazionale e in particolare nella nostra zona sono notevolmente deludenti, politicamente pesanti. In alcuni casi raggiungono una portata storica.  

Un esempio tra tutti a noi vicino. La sinistra, o il centro sinistra che dir si voglia, perde la “Stalingrado d’Italia”: Sesto San Giovanni. Una roccaforte storica della sinistra. A Sesto gli operai delle numerose fabbriche, tra il 1942 e il 1944, hanno compiuto continui, coraggiosi, intensi scioperi sfidando “padroni”, gerarchi fascisti, l’occupazione del Terzo Reich. A Sesto la resistenza contro il nazismo e il fascismo è stata valorosa e instancabile. Da sempre, sin dalle prime democratiche elezioni del 1946, Sesto è stata amministrata da amministrazioni di sinistra e centro sinistra. Tuttavia, domenica 25 giugno, il centro destra, dopo quasi 70 anni di storia di sinistra, per la prima volta, con un candidato di Forza Italia, è scelto dalla cittadinanza. È eletto per la prima volta un sindaco che non è proposto dalla sinistra. Alla fine si sa sarebbe capitato, ma quanto è successo deve far riflettere seriamente.

A Magenta il sindaco uscente del Partito Democratico è distanziato di 20 punti percentuali dal candidato di centro destra. Non è un risultato dignitoso. La cosa migliore è interrogarsi e darsi oneste risposte. A Legnano, il candidato di centro destra è invece eletto con il 56% dei voti e lo stesso succede a Garbagnate.

Domenico Finiguerra, candidato indipendente, ad Abbiategrasso non ce la fa per 127 voti contro il candidato di centro destra. Perde per un’inezia. Finiguerra sarebbe stato un buon sindaco per Abbiategrasso come lo è già Stato per Cassinetta di Lugagnano dove ha ricevuto importanti riconoscimenti anche internazionali. Sarebbe però meglio avere la forza, il coraggio e la volontà di sostenere candidati capaci che hanno evidenti doti e un passato di amministratore d’innegabile valore anziché seguire certe vecchie, stanche, improduttive logiche di partito. 

L’affermazione del centro destra compatto nei comuni a noi vicini più rappresentativi è davvero totale. Il Partito Democratico esce da questo turno elettorale pienamente sconfitto. I dirigenti locali di fronte a questa pesante realtà dovrebbero riflettere seriamente, guardarsi un po’ addosso, farsi una seria autocritica.

Alla luce di questa situazione, di quest’orientamento apparente, come potrà andare la primavera prossima quando saremo noi chiamati a scegliere il nostro nuovo sindaco?

Oggi il partito del 40% delle elezioni europee 2014, cui in tanti avrebbero voluto aggregarsi, non esiste più. Non esiste “il Partito della Nazione”, che in verità non è mai esistito. Il Partito Democratico non è più garanzia di sicuro consenso nemmeno quando l’affluenza alle urne è bassissima. Chi da noi ha scommesso, voleva puntare sul Partito Democratico e con estremo opportunismo avrebbe voluto sfruttarne il vento che gli soffiava in poppa, dovrà rivedere i suoi piani, i suoi progetti, se non vuole rimanere al palo guardando sfumare le sue ambizioni.

Quali possibilità può avere il Partito Democratico per la prossima primavera, considerato lo scarsissimo consenso del suo sindaco Giancarlo Lonati e l’opinione abbondantemente negativa che si è fatta la cittadinanza su di lui dopo i quattro anni trascorsi? Dopo aver costatato a prezzo amaro di cosa è veramente capace. Ben poche. Se poi il Partito Democratico, da qui alla prossima primavera, dovesse assecondare Lonati in disperati e insensati tentativi di rifarsi, alla fine raccoglieranno un disastro superiore a ogni previsione più negativa. Si accingono inesorabilmente a una sonora plateale sconfitta. In fondo, la grave necessità di sostituire questo sindaco oggi fa ormai parte di una radicata opinione largamente diffusa tra i cittadini. Opinione che solo miracoli può cambiare e di santi non se ne vedono.

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