Che la giustizia sia lenta è risaputo, ma a volte esagera. Sì, perché il ricorso al Consiglio di Stato di alcuni ex consiglieri e assessori della passata amministrazione contro lo scioglimento del consiglio comunale è ancora in attesa di verdetto. Il 26 giugno scorso il ricorso è stato discusso in Consiglio di Stato e da allora si attende il pronunciamento. Tutti questi mesi non sono bastati ai giudici a prendere una decisione. Una gestazione molto lunga e incomprensibile, poiché di solito le sentenze non giungono così in ritardo rispetto all’udienza e alla discussione. Ma stavolta non è stato così. Quale sia il motivo non è dato a sapere.
Qualsiasi supposizione sul ritardo resterebbe tale. L’ipotesi che il Consiglio di Stato avrebbe emesso il verdetto subito dopo le elezioni comunali per evitare interferenze nel voto non ha trovato alcuna conferma. Magari il verdetto arriverà sotto l’albero di Natale, anche se è difficile fare previsioni. Non è neppure da escludere a questo punto che il pronunciamento arrivi dopo che il Tribunale ordinario abbia emesso la sua sentenza sulle vicende cittadine, ma se così fosse slitterebbe in aprile/maggio. Certo è che sarebbe ora e come che si scrivesse fine sulla fondatezza o meno delle ragioni che sono culminate nella decisione di commissariare il Comune. Tuttavia anche nell’eventualità che il Consiglio di Stato desse ragione ai ricorrenti non avrebbe alcun effetto pratico, ma sicuramente concorrerebbe a riscrivere la storia degli avvenimenti e a risarcire moralmente e politicamente gli ex amministratori.
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