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Il prossimo 25 giugno sarà un anno esatto da quando è stato discusso in Consiglio di Stato il ricorso promosso da alcuni ex amministratori (Adelio Pivetta, Silvia Scolastico, Massimiliana Marazzini, Rino Rusciano, Silvia Fagnani) contro lo scioglimento del consiglio comunale. E probabilmente la ricorrenza sarà celebrata senza che l’atteso verdetto sia stato reso pubblico. Un ritardo record, ma tant’è. La giustizia a volte è più lenta da qualsiasi ragionevole previsione, ma in questo caso, a quanto pare, è dovuta al fatto che il giudice preposto alla redazione della sentenza, che comunque è stata presa nella seduta del 25 giugno 2015, è andato in pensione.

Da quel che si sa abita a Perugia e solo una volta al mese va a Roma per smaltire gli adempimenti rimasti in sospeso. Da qui il ritardo nella stesura della sentenza, la cui pubblicazione non pare vincolata da alcuna tempistica. Certo è che sarebbe ora e come che si scrivesse la parola fine sulla fondatezza o meno delle ragioni che sono culminate nella decisione di commissariare il Comune. Tuttavia anche nell’eventualità che il Consiglio di Stato desse ragione ai ricorrenti non avrebbe alcun effetto pratico, ma sicuramente concorrerebbe a riscrivere la storia degli avvenimenti e a risarcire moralmente e politicamente  gli ex amministratori della giunta Celeste.

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