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Il Consiglio di Stato ha fissato per il 25 giugno prossimo l’udienza per decidere sulla legittimità o meno del commissariamento del Comune. Intanto il 4 giugno bisognerà depositare i documenti, il 9 giugno la memoria e il 13 giugno la memoria di replica. Il ricorso contro lo scioglimento del consiglio comunale, com’è noto, è stato prodotto dagli ex consiglieri comunali di maggioranza (Adelio Pivetta, Silvia Scolastico, Rino Rusciano, Silvia Fagnani e Massimiliana Marazzini). Il ricorso, che è stato messo  a punto dall’avvocato Giovanni Bormioli di Genova, punta alla luce di nuovi dovumenti ed elementi  a ribaltare  la sentenza del Tar del Lazio che aveva confermato lo scioglimento del consiglio comunale.

Infatti l’impugnazione è corredata dalle testimonianze rese in Tribunale dai dipendenti comunali nel corso del procedimento sulle misure di sicurezza a carico dell’ex sindaco Alfredo Celeste, che, com’è risaputo, non gli sono state inflitte. Le deposizioni dei dipendenti hanno smentito i passaggi più cruciali della relazione della commissione d’inchiesta, che poi è stata alla base del commissariamento dell’ente. I ricorrenti contano proprio su questo importante aspetto per capovolgere il verdetto, oltre al fatto che la distinzione del settore tecnico in area patrimonio e area urbanistica, messa sub judice dalla relazione, è stata mantenuta dalla commissione prefettizia. Va da sé che nel caso il Consiglio di Stato dovvesse accogliere il ricorso si aprirebbero inevitabilmente nuovi scenari  che potrebbero influire sull’appuntamento d’autunno con le urne  per eleggere la nuova amministrazione comunale.

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