Un’altra udienza del processo in cui è fra gli altri coinvolto l’ex sindaco Alfredo Celeste è andata in scena nell’ottava sezione penale del Tribunale di Milano. L’udienza si è caratterizzata per la serie di testi che si sono avvicendati sul banco dei testimoni. Ha incominciato Stefano Colombi, responsabile della galleria commerciale del Bennet, che ha affermato che non c’era alcuna graduatoria per assegnare gli spazi nel centro commerciale smentendo così Eugenio Costantino che in una intercettazione sosteneva che c’era. Poi ha spiegato che le relazioni con le amministrazioni comunali avvenivano solo sulla base delle convenzioni stipulate con gli organi amministrativi e non già con gli amministratori.
Il che ha escluso categoricamente interferenze degli amministratori come invece favoleggiava Costantino nelle intercettazioni. Luigi Di Cicco, che voleva aprire un bar all’interno del centro commerciale, ha detto che atteso 5 mesi per essere chiamato e quando l’hanno fatto gli hanno chiesto canone e oneri talmente alti da rinunciare. Anche lui ha escluso che ci fossero favori e graduatoria. Alessandro Pogliaghi, amministratore del condominio in cui abitava Costantino sino al 2012, ha dichiarato che quest’ultimo più volte ha presentato preventivi per conto della ditta di Aldo Belmonte per fare lavori, ma non si è mai concretizzato nulla. Pogliaghi ha anche riferito che nelle elezioni del 2009 non ha ricevuto richieste di appoggio elettorale da Costantino, ma in ogni caso avrebbe sostenuto, come ha fatto, il fratello Matteo, candidato nella lista di Celeste che ha poi ha vinto le elezioni. Belmonte ha confermato la vicenda dei preventivi e ha negato seccamente di aver mai avuto lavori dal Comune di Sedriano. Vincenzo Giudici, ora ex presidente della Metro Engineering Srl, ha puntualizzato che Costantino si era presentato da lui come avvocato tant’è che in un incontro gli aveva anche chiesto un parere legale. Alla domanda se Costantino avesse goduto di appalti ha risposto che la sua società si occupava solo di progettazione, mentre gli appalti erano gestiti dalla Regione Calabria. Salvatore Marzullo, amico di infanzia di Costantino, ha confermato che quest’ultimo faceva le carte, accompagnava le donne, cambiava identità, ma soprattutto si presentava a lui stesso, che lo conosceva da sempre, addirittura sotto mentite spoglie di questo o quell’altro personaggio. Insomma una testimonianza che rafforza la perizia psichiatrica che descrive Costantino affetto da disturbi psichici e della personalità da renderlo un mitomane.