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Ricevo e pubblico questa riflessione di Giuliano Colombo (Voi con noi) sulla “crisi” della politica. 

La condivisione degli argomenti e dei problemi è fondamentale. Ciò si compie con un’allargata partecipazione nel confronto che necessariamente dovrebbe precedere ogni decisione. Per questa semplice ragione la “politica” è fondamentale. Il termine politica deriva da politikos (greco), l’aggettivo di polis che significa tutto ciò che riguarda la città e il cittadino. La formazione delle città nella Grecia antica, la scelta di voler convivere in un limitato territorio portò all’esigenza di trovare adeguate modalità di convivenza accettate da tutti. Da ciò la nascita della “politica”. L’arte di governare la società. I cittadini dell’antica Grecia, parecchio tempo fa, capirono che per una convivenza civilmente e proficua sono necessari un aperto confronto e la dialettica, cioè l’interazione tra tesi o principi contrapposti senza cui il governo della comunità non ha solide base.
Lo stesso presidente della Camera dei deputati, Laura Boldrini, nel suo discorso augurale di fine anno ha evidenziato per il Parlamento Italiano l’esigenza di dover essere partecipi e consentire questa partecipazione. Infatti, ha invitato sia le forze che costituiscono il governo che quelle dell’opposizione a una maggiore partecipazione nelle decisioni. Ha invitato il governo a consentire una maggiore partecipazione e nello stesso momento ha invitato le forze dell’opposizione a non sottrarsi a ciò come spesso avviene. Anche il nuovo presidente della repubblica, Sergio Mattarella, nel suo discorso tenuto in Parlamento in occasione del suo giuramento ha toccato quest’argomento. Appena eletto si è invece riferito alla “anti politica” come grave problema per la società e le istituzioni. Noi siamo convinti che chi vuole evitare il confronto dialettico fa parte della “anti politica”. Crediamo che le proposte o le cose che si fanno non sono belle, fatte bene o buone quando sono fatte da una maggioranza perché di questa facciamo parte e invece non lo sono quando siamo all’opposizione. Quanto di bello, fatto bene e buono non ha un colore. Se dall’opposizione arriva una proposta sensata è giusto condividerla così come è giusto condividere quanto di sensato è proposto da chi governa. La “politica” con il confronto tra le parti e la dialettica dovrebbe portare ad individuare le scelte ottimali per la comunità. I passaggi istituzionali non sono formalità. Le commissioni, il consiglio comunale, la giunta stessa, sono luoghi di incontro e confronto, sono gli strumenti che la democrazia ci ha dato per dare le risposte migliori alle domande dei cittadini. Il democratico confronto, la dialettica, sono fondamentali senza di essi non avrebbe più senso l’istituzione. Chi questo confronto non lo accetta e non accetta critiche costruttive ha qualche problema con la democrazia. 

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