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Il commissariamento del Comune non è stato un provvedimento a costo zero. Infatti, stando alla determina n° 349 dello scorso 5 settembre, il Ministero dell’Interno, a titolo di rimborso per gli oneri sostenuti a seguito del commissariamento ha accreditato il 14 aprile scorso 28.803,28 euro riferiti all’esercizio 2013 e 125.000 euro in acconto per il bilancio 2014. Non è tutto. La commissione con proprie determine ha assunto impegno di spesa per il pagamento dell’indennità di funzione a cui sono state aggiunte le spese di viaggio, vitto e alloggi, nonché l’eventuale uso del mezzo proprio per il trasferimento dalla sede di servizio al municipio. Intanto proprio per pagare i titoli di viaggio e le spese di alloggio dei commissari è stato autorizzato l’economo ad anticipare i fondi tramite l’utilizzo della carta di credito, anche per ragioni di economicità, ottimizzazione dei tempi e trasparenza nei pagamenti. Tuttavia nella determina si dice che essendo stato il consiglio comunale sciolto per ingerenza della criminalità organizzata si è ritenuto opportuno tutelare i dati personali dei commissari. Insomma in nome della sicurezza (la trasparenza può dunque aspettare…) nel rendiconto mensile non vengono indicati la tipologia delle spese,  il mezzo di locomazione, gli alberghi in cui si è soggiornato, la qualità dei pasti  consumati e così via. La domanda è legittima e d’obbligo: una cautela per proteggere i commissari nei loro movimenti o un escamotage per non far sapere la natura delle spese, anche se formalmente ineccepibili e rigorosamente nei limiti?  

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