Dalla tagliente scure dei commissari straordinari non si salvano neppure i disabili, che, trattandosi di categorie fragili, forse, meriterebbero una maggiore considerazione e sensibilità. Ma in municipio evidentemente non la pensano così. Troppo per passare sotto silenzio o addirittura per non accorgersi. Infatti il gruppo Insieme Miglioriamo Sedriano, che è attento all’attività dei commissari, è intervenuto per criticare duramente la scelta di ridurre i servizi scolastici dedicati ai bambini portatori di handicap. In questo comunicato, a firma di Silvia Scolastico, che ricevo e pubblico di seguito la sua ferma presa di posizione. La notizia risale ai primi di agosto, ed arriva sui canali ufficiali (albo pretorio) dell’amministrazione comunale molto più tardi, cosicché la maggior parte della cittadinanza sedrianese non può esserne al corrente, e l’ennesimo danno grave alla nostra comunità trapela con più difficoltà.
La ferale notizia riguarda un mondo a cui andrebbe dedicata la massima cura ed attenzione, perché stiamo parlando di bambini, e, più in particolare, di quei bambini speciali che hanno bisogno di maggiori cure: dal bando della gara d’appalto per l’affidamento dei servizi scolastici risulta infatti evidente che esiste un fortissimo taglio nelle ore dedicate al sostegno dei bambini diversamente abili. Il bando richiede infatti 107 ore, quando, con l’amministrazione Celeste, si arrivava a sfiorare le 150 ore. C’è sempre stata la consapevolezza che anche quelle 150 ore erano infinitamente inferiori alla richiesta dell’istituto comprensivo, ma le esigenze di bilancio non consentivano di andare oltre. Negli ultimi tempi la situazione si è aggravata, perché è cresciuto il numero di bambini che richiedono assistenza per l’intera giornata scolastica. Le patologie di questi indifesi sedrianesi sono diverse: si va dai danni cerebrali, alla tetraplegia, all’autismo, ai disturbi comportamentali di una certa serietà, senza contare i casi meno gravi per i quali è comunque assolutamente necessario un aiuto nello svolgimento delle attività didattiche. Le ore di sostegno statali sono sempre di meno e non coprono sicuramente l’intera giornata scolastica, e per questo motivo la figura dell’educatore diventa sempre più importante; a Sedriano, più in particolare, è sempre stata garantita la continuità del personale educativo soprattutto per l’assistenza ai casi più gravi, per i quali non tutti sarebbero in grado di gestire le loro principali necessità.
Ma sapete cosa vuol dire avere 40 ore si sostegno in meno?
Considerando che nella scuola primaria la giornata si articola su 8 ore per 5 giorni, vuol dire che uno dei bambini con gravissimi problemi fisici che devono essere coperti “a tappeto”, ossia per tutta la durata dell’orario scolastico, non avranno la copertura richiesta; oppure, per far si che questo non avvenga, a tutti gli altri bambini in difficoltà vedranno ridotte le ore di assistenza.
Le ore oggetto del bando in questione fanno parte del piano di diritto allo studio che l’amministrazione comunale redige ogni anno come supporto all’attività didattica dell’Istituto. Come si può parlare di diritto allo studio quando non viene neppure garantito il diritto alla frequenza ai bambini meno fortunati?
Ciò che ci fa veramente credere che non esiste alcun riguardo per nessun Sedrianese è un dato matematico: nel mese scorso è stata aggiudicata la gara d’appalto per la gestione dei servizi di ristorazione scolastica, e la ditta aggiudicatrice ha vinto con un ribasso consistente aggirantesi attorno al 25%. Questo ha garantito un risparmio di più di centomila euro!
Possibile che non si sia pensato di investire almeno una parte di quanto risparmiato in servizi essenziali quali il sostegno ai bambini disabili? Oppure se non ci fosse stato quel ribasso le ore di sostegno sarebbero state completamente cancellate?
Siamo di fronte al disastro voluto da una prevenuta e scorretta burocrazia, intervenuta a Sedriano per motivi che le varie sedi preposte, tra non molto, dichiareranno inesistenti.
Signori commissari, non si può fare economia sulla scuola, luogo di formazione, ma soprattutto non si può giocare al risparmio su questi bambini.
“Pessimi marinai”. Le vostre promesse: la scuola sarebbe stata al primo posto!
